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lunedì 27 ottobre 2025

Cinque allenatori in tre anni

Metto giù alcuni pensieri sparsi sulla reggenza di Igor Tudor alla Juve.
Lo scorso anno, quando c'era da sostituire Motta, ero stato d'accordo con la scelta. Serviva un allenatore con un minimo di polso per una squadra che aveva perso fiducia nel tecnico e che doveva essere portata a fine stagione col "pilota automatico" raggiungendo il quarto posto (Motta lasciò dopo due sconfitte a -1 dal quarto posto, la situazione non era naufragata).

Però la carriera di Tudor dice che se è un allenatore buono per subentri e "scosse", d'altra parte ha una storia di esoneri e rapporti che si deteriorano rapidamente con l'ambiente.
Grazie tante per il traghettamento, ma tanti saluti: Tudor aveva anche il vantaggio di accettare un contratto solo fino a fine stagione, sarebbe stato il caso di organizzarsi fin da aprile per lavorare a un profilo nuovo. Un Gasperini che va alla Roma secondo me sarebbe venuto di corsa a Torino, se fosse stato contattato per tempo.
Invece la dirigenza non c'era (causa cacciata di Giuntoli) e Comolli arrivò tardi. Anche senza dar credito alla imbarazzante versione di Sabatini sul loro contatto, diamo per buono che ormai era troppo tardi. Anni fa Marotta orfano di Conte scippò Simone Inzaghi alla Lazio, dove aveva già annunciato il prolungamento del contratto ed era lì con la penna pronto a firmare, ma diciamo pure che Gasperini pur non avendo firmato non voleva tornare indietro sulla parola data a Ranieri.
Alla Juventus restò Tudor. Non bene, ma tant'è.

La squadra non mi sembra peggiorata rispetto allo scorso anno. Dietro purtroppo è venuto a mancare Bremer, come lo scorso anno, davanti c'è più scelta.
Purtroppo è rimasto sul groppone lo stipendio di Vlahovic che si trova a essere l'unica punta. David aveva cominciato in modo promettente ma mi sembra infilato in una spirale nera di sfiducia e errori grotteschi, ancora vorrei non darlo per perso perché siamo ancora a ottobre ma ora sta a lui essere un po' forte di testa. Certo lui e Openda sembrano seconde punte, e l'unica punta è ancora Vlahovic; ma se gioca il serbo con David/Openda poi non reggiamo anche Yldiz... squadra male assortita, ma non peggiore dello scorso anno.
Tudor ha messo in campo moduli e uomini molto variabili, senza trovare nessuna quadra. Purtroppo però non è che ci si potesse aspettare molto di diverso: non è che le sue squadre abbiano mai mostrato un "marchio" di gioco ben preciso.

Adesso è arrivato l'esonero. Giusto prima di un turno infrasettimanale, cosa che non succede quasi mai, e senza un nome pronto. Elementi che secondo me dicono ancora della insipienza dirigenziale.
Ci sarà l'interregno di Brambilla, nel mentre circoleranno indiscrezioni varie. Mancini, Spalletti, Palladino. E la dirigenza internazionale potrebbe pure finire per pescare uno straniero da qualche campionato estero, ripetendo gli errori fatti dal Milan con Fonseca e Conceicao, o dal Napoli con Garcia. Sono molto sollevato che Mourinho sia già accasato.

A questo punto il mio preferito sarebbe Palladino.
Forse in estate sarebbe stato una scelta rischiosa, sarebbe arrivato come un "nuovo Motta", il giovane "giochista", ma dopo essersi lasciato male con la Fiorentina (in modo inspiegabile, ha fatto meglio di entrambe le annate di Italiano). Troppe aspettative.
Se subentra a un esonero le aspettative sono per forza di cose più basse, dovrà "solo" dare fiducia e magari un paio di concetti di gioco riconoscibili a cui aggrapparsi. Secondo me potrebbe tranquillamente arrivare quarto, e sarebbe probabilmente l'unico con cui, se la scommessa andasse bene, si potrebbe aprire un nuovo ciclo. Gli altri (Mancini, Spalletti) sono ormai attempati e probabilmente hanno dato già il meglio, oltre a essersi costruiti un ego ormai troppo grande.

Si dirà: ma la squadra è quella che è.
Sì, non è una squadra da scudetto, ma è una squadra che arriva regolarmente tra le prime quattro. Secondo me con 2/3 innesti indovinati nei prossimi due anni potrebbe tornare a lottare per lo scudetto. Secondo me non è una squadra da rifare da capo, in cui vanno cambiati 7/8 giocatori. Ci sono buoni giocatori ma hanno bisogno di qualcuno a trascinare (il capitano oggi è Locatelli...) e a dare forza.
In questo contesto secondo me un allenatore che crei fiducia e automatismi su cui innestare qualcuno potrebbe davvero aprire un ciclo.
Nella più rosea delle previsioni, ovviamente.
Ma è una cosa che di Tudor non avrei detto comunque.

domenica 7 settembre 2025

Un altro Eurobasket è andato

Ho appena finito di vedere la partita dell'Italbasket.
Niente da fare, solita eliminazione con onore, ma stavolta un turno prima del solito...
Si conferma che come al solito questa Italia arriva dove la porta Fontecchio, e Fontecchio non è una superstar. Lo scrissi quando sbagliò l'ultimo tiro con la Francia tre anni fa dopo averci trascinati fin là, lo ribadisco oggi*.
Oggi l'ha persa lui, non solo con quella vaccata finale cercando il fallo, anche con i due falli in attacco veramente idioti nel terzo quarto conditi da due tiri da tre assolutamente senza senso (e che non sono andati nemmeno vicini a entrare, ha scheggiato il ferro) presi quando la squadra aveva una specie di minimo momentum, il secondo sul -3 palla in mano nel quarto quarto.

La squadra è quella che è. Niang tanta roba, si sono viste delle ingenuità ma è già oggi un fattore e ha un potenziale fenomenale, speriamo che non lo rovinino pompandolo di muscoli e gonfiandolo quando fra un paio d'anni varcherà l'oceano.
Melli alla frutta*, ha ricordato il Datome degli ultimi due anni. Oggi Thompson* molto male, sarebbe servito come l'aria in una giornata in cui Spissu e Pajola sono stati sul loro livello normale senza eroismi. Pajola è veramente a livello Rodman, ok la difesa ma in attacco non può essere che gli avversari possano "battezzare" così un esterno nel basket del 2025.
Gallinari oggi ha fatto pure troppo di puro mestiere ma anche lui è evidentemente ai saluti.

Siamo davanti a un cambio generazionale, "fortuna" che gli Europei sono fra 4 anni perché ora come ora, tolto il citato Niang, quelli già pronti e già in squadra non sono all'altezza di Melli e Gallinari di 2/3 anni fa, bisogna che venga su qualcuno nel prossimo paio d'anni che per ora non è in squadra, speriamo sbocci qualcuno dell'U20 ma i prossimi 2/3 anni li vedo peggiori degli scorsi 4/5. Io continuo a rimpiangere Banchero*, mannaggia al Covid. Comunque Diouf è affidabile, più dei centri della Nazionale post Chiacig/Marconato*, nel pitturato ci sa stare, ma non può trascinare lui la squadra.

Doncic, che dire. Non credo che si potesse davvero limitare, nella prima metà partita segnavano pure i compagni da fuori quindi anche raddoppiarlo o triplicarlo era un rischio. Nel quarto quarto con la Slovenia completamente bloccata han cominciato a raddoppiare, qualcosa s'è visto, ma resto dell'idea che si potesse fare pochissimo. Piuttosto dall'altro lato, non difende mai mai mai, forse attaccarlo in 1vs1 poteva essere una opzione, l'abbiamo fatto pochissimo.

Su Pozzecco non ho ancora un giudizio, e ormai non lo avrò. Questa squadra ha fatto quel che poteva fare, sostanzialmente. Sia qui che al Mondiale si sono vinte le partite che si dovevano vincere (Cipro, Bosnia, Georgia) e pure una di più (Spagna stavolta, Serbia al mondiale). La squadra non molla mai, se la gioca con tutte, fa giocare male gli altri, tiene sempre le partite vive, ma alla fine non ha talento per spuntarla con le squadre forti.
L'altra volta* ricordavo che noi si perde sempre ai quarti di finale. E' un difetto, sì, perché vuol dire che non riesce mai lo spunto per fare la partita eccezionale. Ma se invece la squadra già per arrivare a quei quarti di finale avesse già giocato prima partite eccezionali per il suo livello? Non lo sapremo mai.

* ho riletto quel vecchio post, devo dire che tante valutazioni le riconfermo: Melli che sarebbe invecchiato, l'incapacità di trovare naturalizzati decenti, quanto sarebbe servito Banchero e - unica nota positiva - forse finalmente abbiamo superato il momento Tessitori sotto.

giovedì 31 luglio 2025

Brave ragazze, giocate a calcio

Ho visto parecchi spezzoni degli europei femminili di calcio.

Sono piacevolmente stupito dal livello delle partite. Probabilmente - come anche nel maschile - il livello degli europei è superiore a quello medio dei mondiali, ma mi pare che il livello sia cresciuto molto già rispetto a 5 o 6 anni fa (con l'eccezione dei calci di rigore, ne sbagliano veramente tantissimi). Buona prestazione delle ragazze, non eccezionale ma hanno fatto quel che dovevano nel girone (favorite dall'aver incontrato la Spagna all'ultima partita) e poi si sono superate con la Norvegia.

Se devo dire, ho trovato invece un po' stonato il "dopo", con l'invito da Mattarella.
Cito dal suo discorso

Dalla preistoria è sempre stata più difficile per le donne ogni cosa.
Si sta superando, fortunatamente, questa condizione. Ma c’è ancora strada da fare e questo è importante, perché lo sport serve anche a questo 

Mi pare che il calcio femminile sia caricato di significati extrasportivi che per altri sport non vedo. Un mese fa le ragazze del basket avevano conquistato uno storico, bellissimo terzo posto, con 5 partite vinte e una persa all'ultimo tiro, la più incredibile di tutte. Che io sappia non furono invitate al Quirinale*.

Non credo si faccia un piacere al calcio femminile con il farne una bandiera ideologica 

* AGGIORNAMENTO 16 SETTEMBRE: diamo a Mattarella quel che è di Mattarella: le ragazze sono state ieri al Quirinale.

lunedì 23 giugno 2025

Germani Brescia seconda, e va benissimo così

Solo due brevi parole per la Germani Brescia.

Dopo il capolavoro in semifinale con Trapani, la finale è andata com'è andata. Milano e Bologna sono di un altro pianeta,  qualche volta capita che siano dallo stesso lato del tabellone, bisogna essere bravi a infilarsi in quel caso, ad approfittare dell'occasione. Missione compiuta.

Si poteva vincere gara 1, ma l'effetto sarebbe stato solo perdere in 4 invece che in 3 partite. Lo abbiamo già visto qualche anno fa, in semifinale contro Milano, battuta in gara 1 al Forum e poi venuta a vincere due volte a Brescia. Certo, sarebbe stata una festa avere due partite di finale in casa.

I giocatori, nbravi tutti. Purtroppo c'è un motivo se non giocano in squadre di Eurolega, ma hanno fatto il meglio. Da ex lungo, Miro Bilan è stato davvero fantastico, un'enciclopedia di pallacanestro. Bella anche la festa in piazza dopo la finale, con i giocatori in mezzo alla gente, alle famiglie, ai bambini.

 

martedì 3 giugno 2025

Che bel Giro!

Che gran Giro d'Italia che è uscito fuori quest'anno, senza le stelle al via!

Praticamente nessuna tappa deludente, praticamente solo quella aostana di Champoluc, compensata da un finale spettacolare, due ore in punta di sedia a vedere cosa succedeva. Merito di Yates, sono contento per lui, e demerito di Del Toro e dell'ammiraglia UAE che hanno buttato via il primo posto praticamente rinunciando a provarci, in modo stranissimo. Avevano cominciato a perdere la corsa quando hanno lasciato (loro e la EF, ma la maglia rosa l'avevano loro) Van Aert a 10 minuti, aprendo la possibilità che potesse scollinare il Finestre prima del gruppo. Con un uomo a testa a tirare il gruppo avrebbero potuto tenere la fuga a 5 minuti e avere Van Aert riassorbito in salita. Ma poi, quando vedi Yates guadagnare un minuto, e poi andare in maglia virtuale, perché non reagire? Il ciclismo è bello anche per questi momenti.

Alcuni appunti sparsi. Sorpresa positiva l'Astana, che bravo Scaroni! Si è visto il crescendo di forma, è partito in sordina ma la seconda metà l'ha fatta sempre davanti. Lidl-Trek oltre le aspettative già alte, hanno vinto tappe con 3 corridori diversi nonostante il forfait di Ciccone dopo Gorizia.
Molto deludenti Q35 (Pidcock insufficiente), Soudal (va bene che Landa è caduto, ma Maigner e tutti quelli che non erano Garofoli trasparenti), Decathlon tranne un ottimo Proudhomme (bel futuro, deve decidere se diventare un gregario alla Majka o uno scalatore da fuga/pois alla Ciccone o Barguil) controbilanciato da un Sam Bennett assolutamente impresentabile. Pure Polti tradita da Piganzoli.
Ineos ha raccolto secondo me meno del seminato. Premio Fantomas a Rubio ottavo alla fine. Storer decimo come lo scorso anno ma stavolta dopo il Tour of the Alps ci si aspettava tutti di più.

lunedì 24 marzo 2025

Una stagione mezza vuota, ma di poco

E così l’esperienza di Motta sulla panchina della Juventus è finita in anticipo (ma pure un po’ in ritardo).

Personalmente non ero stato troppo convinto dei peana entusiasti che si erano alzati a inizio stagione, quando erano arrivate alcune vittorie precoci con molti gol. Per mesi la stagione è stata sostenuta da quelle vittorie iniziali sia in campionato (però con avversarie deboli) che in Champions League (tra cui due veri jolly, l’impresa di Lipsia – contro una squadra che però poi si è dimostrata debole – e quella con il City – pur’esso nell’annata peggiore da lustri).

Però non sono stato nemmeno troppo convinto delle stroncature recenti. Prima è arrivato il periodo dei pareggi, ma la squadra era rimasta in linea di galleggiamento in tutte le competizioni.
Di recente la squadra aveva smesso di subire rimonte ma aveva perso l'imbattibilità. L'eliminazione in coppa aveva fatto il paio con un filotto di vittorie in campionato, tra cui quella con l’Inter, e la brutta eliminazione in coppa Italia (foriera di contestazione dei tifosi) era arrivata nello stesso momento in cui la squadra ritrovava dopo mesi il quarto posto in campionato.
Una stagione contraddittoria, in cui era difficile distinguere il bicchiere mezzo vuoto da quello mezzo pieno. Le ultime due sconfitte hanno svuotato il bicchiere, ma la stagione non è ancora finita, ci sarebbe stato ancora tempo di riempirlo un poco.
Ci sono stato una miriade di infortuni, e – inutile negarlo – c’è una Juve con Bremer e una Juve senza Bremer, ben peggiore.
L’eliminazione di coppa fa male, ma è pur vero che in tutti gli ultimi anni, dal 2019 almeno, l’eliminazione europea è arrivata per mano di squadre di seconda fascia (in fila: Ajax, Lione, Porto, Villarreal, Benfica). Il livello della Juve in Europa è questo. Si sarebbe potuto certamente passare il turno, ma non si sarebbe certo fatta strada.
La media punti in campionato, prima delle due roboanti sconfitte con Atalanta e Fiorentina, era in linea con il quarto posto in tutte le stagioni recenti, e anche dopo queste partite la squadra restava secondo me la favorita per il quarto posto, considerando che il Bologna deve incontrare ancora Inter, Napoli e Atalanta mentre la Juve le ha già incontrate tutte e tre.

Questo a patto che la squadra non imploda (implodesse? speriamo) completamente su sé stessa, e i segnali sono stati allarmanti. Però non capisco il senso di aver aspettato una settimana per decidere l’esonero. Forse è vero che Giuntoli ha sentito direttamente i giocatori, e quindi sarebbero questi ad aver sfiduciato il tecnico?

Tatticamente a me pare che Motta non abbia un piano B, non varia modulo mai o quasi mai.
Anche nelle altre stagioni sia allo Spezia che a Bologna nelle ultime 10 partite aveva rallentato, il che forse è una spia che quando gli avversari gli prendono le misure poi la squadra fatica. Anche le sostituzioni spesso sono discutibili.
Però il problema a Torino non è stato principalmente tattico, e i risultati tutto sommato erano in linea con l'unico vero obiettivo stagionale: il quarto posto. Il gioco non ha avuto una parabola di miglioramento da inizio stagione (la stessa cosa che successe con Sarri), ma nemmeno è peggiorato: la partita con l’Inter è stata una buona gara, il primo tempo col Cagliari fu dominato, nel secondo la partita si è addormentata ma non si è rischiato nulla.

Insomma, in condizioni normali di spogliatoio io avrei tenuto Motta fino a giugno, e anche confermato in caso di qualificazione alla Champions League. Tanto la squadra è in fase di riassesto, qualche anno ci vuole. Non è il caso di ripetere l’errore fatto dopo Pirlo, quando si richiamò Allegri “negando” e dilazionando la necessità di una rifondazione.
Questo a patto di avere una squadra che segua il tecnico, però: se la società non ha visto questa condizione ha fatto bene a cambiare.

venerdì 13 dicembre 2024

La pareggite

Lo scrivo oggi, dopo la vittoria sul Manchester City più in crisi da lustri.
Ecco la tabella di marcia delle "migliori" Juventus della mia memoria.

Dopo 15 giornate:

Maifredi 27 punti (ricalcolando 3 punti a vittoria), quarto a -1 dalle tre capoliste
Ferrara 30 punti, terza a -5 dall'Inter
Delneri 27 punti, terza a -6 dal Milan
Motta 27 punti, sesta a -7 dall'Atalanta

Con questo cosa voglio dire? Nulla di particolare; ricordo dopo le vittorie roboanti con Como e Verona un po' troppi entusiasmi, ma anche Ferrara partì addirittura con quattro vittorie consecutive.

Temo che qualcuno si sia fatto prendere un po' la mano, complice l'euforia per l'esonero di Allegri, che aveva certamente finito un ciclo - da molto, da troppo - e non era più sopportato dall'ambiente.

Certo, questa stagione è stravolta dagli infortuni. Per ora vive di due momenti salienti, la rimonta di Lipsia e la vittoria di mercoledì col City.
Io sono blandamente scettico su Motta (mi pare che abbia qualche difficoltà a variare piano di gioco in corsa e pure lungo la stagione, e dopo che gli avversari gli prendono le misure poi le sue squadre faticano; sia lo Spezia che il Bologna calarono abbastanza vistosamente verso fine anno), ciò nonostante ritengo questa stagione completamente non giudicabile visti gli infortuni in una rosa già corta (è inutile girarci attorno, con Bremer o senza Bremer sono due squadre diverse) e in ogni caso gli concederei una seconda chance il prossimo anno, anche se non entrasse nelle prime quattro. Sperando che i posti in Champions siano cinque...

lunedì 22 luglio 2024

Generazione di fenomeni

La migliore della storia, probabilmente. Del ciclismo, intendo.

Come non amare questi corridori. Lo stesso Vingegaard, che tra i Pogacar, Evenepoel, Van der Poel, Van Aert era quello un po' meno "simpatico", viste le sue specializzazioni nelle corse a tappe - o meglio nel Tour - con questa annata in cui ha rivestito il ruolo di don CHisciotte in lotta contro l'avversa fortuna ha guadagnato popolarità.

Sì, lo so: il doping. C'è sempre quest'ombra.
Dipende sempre da cosa si intende per doping. Certamente questi corridori sono assistiti da medici e preparatori, mentre una persona "normale" dal medico ci va da malato. Certamente hanno accesso a metodi che sono lo stato dell'arte della ricerca sportiva.

E però io credo che, in periodo di passaporto biologico, adesso la situazione sia diversa da quella di una volta. Ci sono stati i periodi: negli anni '80 andavano gli steriodi anabolizzanti. Ricordo il caso di Delgado (1988), era l'epoca degli ormoni della Germania Est, di Ben Johnson e Linford Christie...
Poi di steroidi nel ciclismo negli anni '90 non si parlò più e si passò prima all'Epo (che non si trovava, da cui gli esami del sangue per l'ematocrito) e poi all'Epo-Cera, finché non furono messi a punto i test per queste sostanze. Ogni epoca ha il suo doping. Poi è arrivato il passaporto biologico, e credo che sia più difficile alterare il corpo con sostanze. Oggi si punta a massimizzare le capacità "naturali" del corpo con pratiche apposite anche estreme.

Parlando più in generale mi ha sempre stupito come nel ciclismo l'omertà fosse (sia? chissà) diffusissima
Dei complottismi spesso si dice: come faresti a mettere in piedi un complotto così articolato, che coinvolge centinaia o migliaia di persone, e garantire la segretezza?
Il ciclismo anni '90 era così, un sistema da centinaia di coinvolti ma di cui non si parlava e non si parla tuttora.

E tutto questo discorso per dire che io di questa generazione di fenomeni mi fido.

martedì 6 febbraio 2024

Povero Oscar

Ho terminato di vedere, su RaiPlay, Scugnizzi per sempre.

Non so se è una questione di nostalgia, probabilmente sì per la mia età e l'atmosfera generale, ma anche no perché gli eventi descritti risalgono a un'epoca di cui non ho moltissima memoria, poiché ero troppo giovane per seguire con competenza le vicende sportive.

Mi è piaciuto molto. Leggo che anche le recensioni di esperti sono positive, mi fa piacere.
La vicenda di Oscar è struggente. Come si fa a non simpatizzare per lui? Un re senza corona, come succede a volte.

Vedo che su RaiPlay ci sono parecchi documentari, anche di ambito sportivo, e avevo letto lodi all'operato della redazione di Rai Documentari diretta da Fabrizio Zappi*. Il canone serve a qualcosa. Mi piacerebbe avere il tempo di guardarne qualcuno, ma tant'è, resteranno lì nei server di viale Mazzini a prendere polvere...
* dato in quota Lega... potrebbe essere un raro esempio di classe dirigente che funziona.

 

mercoledì 6 settembre 2023

I mondiali di basket

Che ripassata... con gli Stati Uniti ha detto male l'accoppiamento, ma tirando così non c'era speranza di passare neppure contro altri avversari.
Ma avendo davanti gli USA non possono esserci rimpianti.

I quarti di finale sono la nostra dimensione. E' fastidioso fermarsi sempre lì, ma difficilmente si può chiedere di più a questa squadra. Questo gruppo è qualche anno che sta regolarmente a livello delle migliori 8.
I quarti dell’Europeo scorso, con la crisi di Brasile e soprattutto Argentina, hanno valore simile ai quarti di questo mondiale (6 qualificate europee su 8), e prima ci furono i quarti delle Olimpiadi.
L’eccezione furono gli anni delle delusioni di Pianigiani, che ottenne pochissimo con – sulla carta – più talento.

Una riflessione sui nostri capitani, pensando anche all'era Pianigiani: a me pare che, in mancanza di talenti da All Star Game NBA, ai giocatori italiani faccia bene stare in Europa.
I giocatori NBA sono un valore aggiunto se negli USA comunque giocano da protagonisti. Gli italiani del “trio NBA” (Bargnani-Belinelli-Gallinari) non sono arrivati a quel livello e, tra infortuni (Gallinari) e scelte di carriera (Belinelli) hanno finito per fare i comprimari.
Melli, Datome, si spera Fontecchio hanno fatto la loro comparsata da settimo-ottavo-nono uomo di là dell’oceano e poi sono rientrati a fare i protagonisti in Eurolega.

Secondo me, nonostante l’insipienza immobile della Federazione (Petrucci fa il capo - tra FIP e CONI - ininterrottamente dal 1992 con risultati discutibili), il movimento sforna un certo talento in modo abbastanza costante (certo sbilanciato per ruoli, mancano i lunghi veri, e ci torno), ma per qualche anno tra scelte poco funzionali alla nazionale (NBA) e un allenatore assai sopravvalutato (Pianigiani) non l’abbiamo massimizzato.

L'allenatore, appunto. A Petrucci dò atto che ha scelto una direzione tecnica (si vive e si muore col tiro da 3) coerente con il basket moderno e con le caratteristiche che abbiamo, scegliendo di cavalcare i nostri “buchi” di formazione (i lunghi, come si diceva: oggi non abbiamo Meneghin, ma neanche Marconato e nemmeno un Cusin) invece che riempirli.
Sacchetti prima, Pozzecco poi sono state scelte azzeccate, e non ci avrei scommesso, da persona cresciuta nel basket dell’asse play-pivot.

Su Fontecchio, infine, croce e delizia di questa squadra, che va dove la porta lui, non posso che ripetere quanto dissi dopo gli Europei: è un po' la classe operaia in Paradiso.
Lui è quello degli errori finali con la Francia (vera occasione persa, quella, altro che ieri): fa sanguinare, ma apprezzo che già per portarci lì è andato oltre i suoi limiti. Speriamo torni presto in Europa, come dicevo.

lunedì 29 maggio 2023

Giro d'Italia 2023

E così è finito il Giro.
Dai, non mi è dispiaciuto così tanto. Si leggono tante critiche, per me è un 6 e mezzo. Anche 7, dai, perché siamo buoni.

E' stato un Giro molto godibile in tutto ciò che è "contorno". Tante belle storie, Gee, Pinot, Healy, Zana, Cort, Denz sono stati bei protagonisti. E non di una sola tappa, si sono dati battaglia per vari giorni, non sono stati exploit isolati.

La lotta per la maglia verde blu appassionante come non si vedeva da anni.
Per la ciclamino c'è stata lotta finché non si è ritirato Pedersen, comunque maglia meritatissima, e chi se l'aspettava un Milan così?

Ogni volata ha avuto un vincitore diverso. Alla fine hanno "timbrato" tutti tranne il povero Gaviria, che ha sempre fatto il Gaviria partendo da casa sua e tirando sempre la volata a qualcuno.
Tra l'altro le volate sono state a loro modo interessanti, a volte sono state da conquistare, la lotta con la fuga è stata quasi sempre aperta, e dove non è stato così (Caorle) il finale era comunque tecnico per la planimetria. Bene il disegno, quindi.

Un bel finale a Roma, stavolta, reso bellissimo dal gesto di Geraint Thomas

Tutto molto godibile, tranne il piatto principale (la classifica generale) che ha subito un po' il disegno, un po' le caratteristiche dei tre. Ma alla fine ne è uscito un bel podio.
Felicissimo per il primo podio di Almeida, un grande, ma si capisce che per caratteristiche su un arrivo in salita lui qualche manciata di secondi la paga.
Gli altri due sono dei regolaristi che hanno sempre vinto, quando lo hanno fatto, sfruttando al massimo questa caratteristica (e le squadre).

La scalata finale, come hanno detto tutti, ha bloccato molto le giornate precedenti (un delitto sprecare una tappa con Giau e Tre Cime, dai, su una tappa così non può arrivare terzo Cort Nielsen...).
E' stata una scommessa, forse vinta nel senso che logisticamente è andato tutto bene, c'è stato pathos fino alla fine e pure il ribaltone.
Ma a me è parsa una salita eccessiva.

C'è anche da dire che è vero che la cronoscalata era messa male, ma prima c'erano 55km a cronometro che in teoria servono a sparigliare e scavare distacchi. Non è colpa di Vegni se nonostante ciò si sono ritrovati tutti e tre in 20''. Si fossero trovati a due minuti da Evenepoel magari sarebbe andata diversamente.

L'unica cosa che mi ha veramente disturbato della condotta di gara (lasciamo perdere la cosa della tappa accorciata) è stato il disinteresse per la maglia rosa.

La Soudal-Quickstep di Evenepoel ha detto subito che l'avrebbe lasciata volentieri.
La Ineos a Lago Laceno ha tentato di farglela tenere... e poi la ha regalata a Amirail.
La maglia meriterebbe più rispetto.

venerdì 5 maggio 2023

5 maggio


 La Leggenda Aurea narra che

Gresco e Poborsco furon due sancti homini che vennero de la Boemia et de la Moravia presso le italiche terre.
Nascosti in hincognito sotto mentite spoglie, passarono inosservati facendo credere di essere innocui pedatori.
Ma quando lo Biscone stava per trionfare, uscirono allo scoperto e alla pugna finale nella Città Santa lo sconfissero, l'uno portando le celesti insegne papali, l'altro da lo interno de lo Biscione istesso.
Dopo quello die, li due si partirono dalla Italia tornando a viaggiare in hincognito come semplici pedatori per altri reami.
Ma le notizie delle loro audaci imprese erano narrate e saranno ricordate per generazioni et generazioni.

lunedì 20 febbraio 2023

Cosa avete fatto!

Non avevo neppure guardato la partita con Milano, preso da sconforto preventivo.

La partita con Pesaro è stata orrenda, con i marchigiani che non la mettevano in una vasca da bagno. Poteva essere un caso.

Ma, come si dice, uno è un caso, due sono una coincidenza, tre sono una prova.

La finale di ieri è stata giocata benissimo. Brescia si è ripresa in una volta sola tutte le partite perse in volata di quest'anno. Si è incastrato tutto alla perfezione, ma con grandissimo merito.

Felicissimo per Moss e Burns, che se lo meritavano avendo accompagnato tutta la crescita della squadra in questi anni (ok, Burns non c'era nella splendida finale del 2018, quando la squadra se la sarebbe meritata forse ancor di più, ma è come se ci fosse stato).

Della Valle MVP meritato, ha giocato da vero go-to guy: quando la palla pesa, palla a lui in cassaforte. Abilissimo a prendere falli e tiri liberi, con un po' di condiscendenza arbitrale. Ieri sempre la decisione giusta. Quando è così sarebbe utile anche alla nazionale.
Poi non è sempre così... è un Mario Boni, al più un Enzo Esposito, un realizzatore che difende male ma in una squadra che se lo piò permettere (quindi non delle prime 2-3) è utilissimo.

Belinelli ha provato a tirare la carretta da solo, decisivo nello strappo che ha portato Bologna a -1 da -10 nell'ultimo quarto, ma lì è stata bravissima la Leonessa a non perdere la testa e fare tutte le cose giuste. Mai in crisi nera, sempre in grado di muovere il punteggio, di tenere la testa davanti.
Poi è entrato Teodosic... già nella prima metà si è visto che con lui la squadra faticava molto di più. Tre partite in quattro giorni per una squadra con Belinelli (1986), Teodosic (1987), Hackett (1987) sono troppi, gli ultimi due erano spompatissimi. I tiri del serbo sono andati tutti corti, ha pure sbagliato un libero così. Mancavano le gambe. Risultato: -20 di +/- per lui.

Scariolo ha provato a girarla con la zona, ma a parte due piccoli svarioni all'inizio Brescia la ha attaccata benissimo. Non con il primo modo con cui si attacca di solito la zona, il tiro da 3 (tranne nelle prime due azioni), ma con penetrazioni e rimbalzi offensivi. Bravissimi loro e bravissimo Magro.
Non ho capito, a un minuto dalla sirena, perché abbia rinunciato al fallo sistematico. Ok provare a recuperare palla con la pressione, ma se non ci riesci entro due secondi devi fare fallo.

Adesso mi cercherò qualche giornale celebrativo, questa Final Eight si tiene via nei ricordi da spolverare ogni tanto.

lunedì 28 novembre 2022

Pelé, Maradona, Messi

Quando si giocano i Mondiali, tornano di moda i confronti tra giocatori di epoche diverse.

Si legge ogni volta l'accostamento (impietoso...) tra Messi e Maradona.
E salta fuori, mitico, il nome di Pelé.

L'impressione è sempre quella che quest'ultimo sia una figura ormai mitica, avvolta nell'aura di leggenda, non confrontabile in modo "sensato", oggettivo con gli altri campionissimi. Stessa cosa quando si discute sul più grande, tra lui e Maradona: eh, troppo diversi, Pelé è di unc alcio mitico, Maradona di un calcio quasi "moderno".

Però, se si va a vedere, la distanza tra Pelé e Maradona è inferiore a quella tra Messi e Maradona: Messi nasce 27 anni dopo Maradona, gioca il primo mondiale dopo 24 anni (1982-2006), gioca l'ultimo ben 28 anni dopo l'ultimo di Diego (1994-2022).
Invece la distanza tra Maradona e Pelé è di 20 anni sulla data di nascita e 24 tra i quattro mondiali giocati dai due.
La distanza tra Maradona e Pelé è la stessa, all'incirca, che tra Messi e Baggio. Sono giocatori che hanno avuto carriere quasi sovrapposte, negli estremi: quando Messi esordiva, Baggio si ritirava; allo stesso tempo quando Maradona esordiva, Pelé si ritirava.

Non ci facciamo grandi problemi a confrontare Messi e Maradona o Baggio. Allora perché dovrebbe essere impossibile confrontare Maradona e Pelé?

Il calcio è cambiato tra il 1970 e il 1990 più di quanto sia cambiato tra il 1990 e il 2015? La rivoluzione olandese e la zona sono arrivate lì in mezzo, è vero, ma è anche vero che le regole sul retropassaggio ai portieri e la protezione degli attaccanti sono posteriori a Maradona. Maradona e Pelé si confrontavano con difensori spaccagambe e pochissimi rigori, Messi incontra difensori ben diversi.

O forse è perché la maggior parte dei commentatori a cui sono affidati questi confronti, i baby boomer, erano troppo giovani all'epoca di Pelé?
I commentatori che potevano vedere con cognizione di causa entrambi esistono, ma erano i Brera, al massimo i Bruno Pizzul. Invece c'è una ampia generazione di giornalisti che hanno visto Maradona e i suoi epigoni successivi.

Infine, c'è il problema principale: Pelé lo abbiamo visto praticamente solo ai mondiali, non ha giocato in Europa. Non è un problema di età, ma di visibilità.
Ciò non toglie che quello che narrano i difensori che hanno avuto a che fare con lui, pure in quelle poche occasioni, da Trapattoni a Facchetti e Burgnich, è ampiamente significativo.

domenica 27 novembre 2022

Ogni tre anni?

Oggi guardavo Belgio-Marocco.

La partita è stata senz'altro emozionante per il Marocco, condita da questa inattesa e meritata vittoria. Tra l'altro il Belgio ospita una nutrita comunità marocchina, che avrà vissuto in modo speciale l'evento.

Questi confronti intercontinentali sono rari, specialmente in partite ufficiali. Se per le squadre importanti qualche occasione di confronto c'è (oltre al Mondiale una volta c'era la Confederations Cup), per le squadre "minori" sono confronti che avvengono con una rarità estrema.
Le Nazionali si confrontano invece molto più spesso con squadre del proprio continente, per i campionati continentali e le varie qualificazioni.

Dopo il 2000, l'Italia ha affrontato in incontri ufficiali due volte il Brasile, in Confederations Cup (ormai abolita), una volta l'Argentina per la "coppa intercontinentale" giocata a maggio.
Nello stesso lasso di tempo, l'Italia ha incontrato 4 volte la Francia in incontri ufficiali, 5 volte la Germania, ben 9 volte la Spagna, 5 volte l'Inghilterra (con cui condivideremo il girone di qualificazione a Euro 2024).

Non mi ero mai reso conto così chiaramente della rarità dei confronti intercontinentali.
Sì, ci sono le amichevoli, ma non sono la stessa cosa, e riguardano per lo più nazionali di nome.

Allora ho ripensato alla proposta della FIFA di tenere i Mondiali ogni due anni. Al momento, e vista dall'Europa - abituata a tanti confronti di livello anche nei campionati continentali - la proposta sembrava una specie di bestemmia in chiesa, un affronto alla tradizione.
Ma, vista da fuori dall'Europa, specie da Asia e Africa, la proposta potrebbe aumentare (raddoppiare, sostanzialmente) le occasioni di confronto tra le confederazioni. Sarebbe bello.

Magari si potrebbe mantenere una via di mezzo: Mondiali ogni tre anni, preceduti di un anno dai campionati continentali, che facciano anche da parziale qualificazione ai Mondiali stessi.

giovedì 15 settembre 2022

Il doloroso Eurobasket 2022

Con un giorno di distanza.
Fa ancora male. Porca miseria se fa male. Con i francesi, poi.

Ma non ce la faccio a gettare la croce su Fontecchio, ha fatto i bambini coi baffi in più di un'occasione.
Ricordo che anche Basile sbagliò i liberi decisivi allo scadere al mondiale 2006 con la Lituania, ma non per questo è meno Basile. Forza Simone!

Datome ricordava che è la quarta volta di fila che si esce ai quarti di finale. Ci aggiungerei anche l'anno scorso.
Nel mentre la Spagna è 11-0 nei quarti di finale dal 1999 in poi. Ok, loro sono sempre stati decisamente più forti, ma 11-0 in partite a eliminazione diretta è eccezionale, vuol dire mai una giornata storta, un passaggio a vuoto.

In ogni caso, questa squadra (Olimpiadi ed Europeo) mi ha fatto emozionare come non succedeva da quella miracolosa di Recalcati 2003-04. Nessuna così in vent'anni*.
Hanno difeso fortissimo, con uno spirito commovente.
Probabilmente sottovalutiamo il livello medio delle nostre seconde linee, che se la giocano con le altre Nazionali. Chiaro che noi non abbiamo le punte che hanno gli altri: nessuno dei nostri concorre per l'All Star Game NBA o per i quintetti ideali dell'Eurolega.
Non abbiamo "predestinati", né come Doncic o Antetokounmpo, né come - in piccolo - Bargnani, Belinelli e Gallinari che a 20-22 anni sono andati a fare minutaggio in USA. L'unico predestinato di questa generazione sembrava Gentile, che si è perso (o buttato via).
I nostri leader (Fontecchio, Melli) sono cresciuti facendo panchina da noi, poi sono andati all'estero a crescere, poi sono passati pure in NBA. Ecco, forse il passaggio all'estero, rispetto al declinante campionato italiano**, è importante: sempre più italiani lo fanno, e il livello si alza. Speriamo che succeda sempre di più. Certo, con un percorso simile li abbiamo "maturi" solo quando avvicinano la trentina, e la finestra di opportunità si riduce.

Certo, per qualche motivo c'è sempre il solito problema: il tonnellaggio.
Siamo passati da Meneghin, Costa, Magnifico a Rusconi e Carera a Chiacig e Marconato a Cusin a... Tessitori nessuno***.
Speriamo che a Paolo Banchero sia venuta voglia di provare a fare qualcosa di bello con questa squadra, un frontcourt con lui, Melli, Fontecchio e Polonara a spartirsi i posti da 3-4-5 sarebbe una gran cosa.
Inoltre bisognerebbe decidersi a fare come gli altri: non riusciamo a naturalizzare una guardia con punti rapidi nelle mani? L'unica guardia che schieriamo è Tonut, che è un gradino sotto gli altri leader.

Vediamo cosa combineremo (toccando ferro per le qualificazioni, per cui siamo messi bene) al mondiale, competizione con cui di solito non abbiamo un gran feeling.
Peccato che gli Europei non tornino fino al 2025, quando Melli sarà anzianotto.

* soprattutto quelle di Pianigiani, decisamente le più deludenti. C'era sempre una scusa... Un giorno ci sarà da rivalutare quanto fosse un bluff quell'allenatore.

** aggiungo sul campionato italiano: dobbiamo smetterla di raccontarci bugie e crederci chissà cosa.
Abbiamo in FIP, ma pure in Lega, un nazionalismo straccione che non fa bene.
Gli ultimi due MVP del campionato sono stati Tonut e Della Valle, scelte insensate quando Tonut non era il miglior giocatore neppure della sua squadra e Della Valle ci sarà un motivo se è stato scartato da Milano e ha fallito all'estero (e non ha trovato offerte neppure quest'estate, dopo la pantomima "vado via").
Mi ricordano i premi a Bulleri (due!) quando giocava da sesto uomo a Treviso.

*** senza offesa per il povero Tessitori, ma di fattonon era stato convocato, è rientrato solo per l'infortunio a Gallinari, altrimenti non avremmo avuto centri di ruolo in rosa.

domenica 29 maggio 2022

E' finito il Giro

...dopo essere cominciato ieri, si potrebbe dire.

Impressioni varie sul Giro d'Italia 2022.

1) Fortuna che Hindley ha staccato Carapaz, questo Giro è diventato migliore del famigerato Giro 2012 negli ultimi 3km della penultima tappa. Ho avuto il terrore che arrivassero insieme.

2) Landa ne aveva di meno degli altri due, si vedeva da un paio di giorni. Ha sempre fatto tirare la squadra, ma a ritmi "di controllo", che non recuperano niente sulla fuga, cosa successa praticamente in tutte le tappe dure, e che non ricordo negli anni scorsi, veramente una cosa strana.

3) Ciò detto, Carapaz deve ringraziare Hindley di essere partito solo in quel punto. Se fosse partito 1km prima Landa sabato gli avrebbe soffiato anche il secondo posto, da quanto è scoppiato. (Certo che Landa va proprio piano a cronometro)

4) Ho sentito magnificare la tattica Bora, Kanma era al posto giusto, ma secondo me sarebbe comunque finita allo stesso modo: Hindley è andato via con una gamba migliore e a quelle pendenze non sono i 200 metri fatti dietro a Kanma a farti guadagnare qualcosa. Kanma è servito più che altro come botta morale a Carapaz.
Ma in generale i gregari si sganciano per avere aiuto in pianura, discesa o salite pedalabili e per attaccare più da lontano, a Malga Ciapela negli ultimi 3 km servono relativamente.

5) Sono arrivate 10 fughe, se non ho contato male, su 19 tappe in linea. Una volta ne arrivavano 5 o 6, leggevo le statistiche su Procyclingstats. Il calo di ciclisti per squadra ha dato una mano, inoltre sappiamo che negli ultimi anni le fughe hanno imparato a gestirsi e tenere qualcosa nel serbatoio, come successo a Treviso e quasi a Cuneo. E' anche piacevole e divertente.
Ma che da dietro non si recuperi nei tapponi mi pare una novità, una volta la fuga in montagna arrivava perché all'inizio il gruppo mollava a 10 minuti e poi qualcuno arrivava con 2, ora il gruppo insegue, tiene a 5-6-7 minuti e poi la fuga arriva comunque con 2'30''...

6) Nibali e Valverde hanno una difficoltà "esistenziale" a correre per le tappe, ovvero a lasciarsi staccare. Sempre lì a resistere finché riescono. Valverde una volta ci ha provato, Nibali porta a casa un quarto posto ma a 9 minuti, frutto più dei ritiri che un quarto posto combattuto tipo quelli che furono di Almeida, Pinot o Kruijswjk. Comunque solo applausi alla carriera.

7) Tutto ciò detto, è stato un Giro divertente quasi in ogni tappa, animato da Van der Poel, Girmay e dalle fughe che se la sono data di santa ragione con gente di buon livello. Persino delle tre volate di Demare, due se le è dovute conquistare.
Raramente (mai?) ricordo una dicotomia così marcata, tappe belle belle e classifica generale brutta brutta.

8) Classifica vinta da un Hindley che ha colto l'occasione di un Giro disegnato su misura per uno scalatore puro: arrivi in salita sulle due montagne più dure, pochissima crono e per di più spezzata.
Vedremo negli anni prossimi se avrà altre occasioni così ghiotte, e/o se si confermerà su questi livelli anche in corse meno tagliate dal sarto.
Intanto ha dimostrato che il 2020 non era una "one hit wonder", è già tanto. Per ora sembra che non sia un Hesjedal, per tornare al Giro 2012 da cui ero partito...

9) Parlando degli assenti ritirati (che comunque "hanno sempre torto", come si dice): per Miguel Angel Lopez vale quanto detto per Hindley: sarebbe stato un Giro ideale. Arrivi in salita, poca cronometro, per lui anche poca discesa complicata. Però il colombiano pare uno che una giornata storta la infila sempre, tipo Yates.
Bardet invece non vedo come sarebbe potuto uscire dai primi 4, probabilmente 3.
Almeida: non era il suo Giro, per motivi diametralmente opposti a quelli sopra. Visto il rendimento sul Santa Cristina, prima degli effetti del Covid, in un Giro prima o poi disegnato tipo 2017 (ma sono rari) per la vittoria ci sarebbe anche lui.

mercoledì 25 maggio 2022

Striscioni scudetto

Leggo che la FIGC apre un'inchiesta per lo striscione "La Coppa Italia mettila nel culo" passato da alcuni tifosi a Maignan e Krunic durante i festeggiamenti per la vittoria del campionato.

A me pare un'esagerazione, come esagerate sono state in generale le reazioni.

E' stata una caduta di stile? Sì.
E' maleducazione? Pure.

E' un'offesa? Mah.
E' un insulto?

Un insulto è "sei una testa di c", oppure "figlio di p", o "interisti tutti pezzi di m".

Quello striscione non se lo prendeva con nessuno in particolare, citava una circostanza chiaramente riconoscibile ma anche molto generica, all'interno di un contesto rilassato e caciarone.

La maleducazione non è sempre un reato, né una cosa automaticamente sanzionabile, per fortuna.

Prendersela con quello striscione mi pare un eccesso di attenzione. Qualcosa di simile al "politicamente corretto" che vuole espungere qualsiasi asperità dal linguaggio, smussarlo, edulcorarlo; qualsiasi conflitto dalla vita.

Detto ciò, complimenti al Milan.
Resto dell'idea che l'Inter fosse complessivamente più forte, e in effetti anche l'Inter, considerata la perdita dei pezzi da 90 Lukaku e Hakimi, ha fatto un bel campionato e tanti punti.
Ma il Milan è stato sul pezzo e non ha mai perso un colpo nelle ultime giornate, quando doveva vincere.

Vista da "fuori", è stato uno spettacolo piacevole.

lunedì 28 marzo 2022

Sport e sanzioni

Tra le sanzioni previste per la Russia di fronte a questa guerra ci sono anche i boicottaggi sportivi. Questi non sono stati decisi dagli stati, che avrebbero anche poca giurisdizione al riguardo, ma dagli organismi come il CIO e le federazioni internazionali.

Lo sport è spesso strumentalizzato nelle questioni politiche. Ne è un esempio il post della biatleta Darya Domracheva, che è stato letto in maniera opposta sui due fronti.

Non credo che le sanzioni sportive possano avere qualche genere di efficacia: coinvolgono plasticamente gente che non c'entra nulla con la questione, sia russa che non (come gli atleti stranieri delle squadre russe*), e rischiano di stimolare un senso di ingiustizia nella popolazione russa: escludere la nazionale di calcio russa dal Mondiale, seppure inevitabile, va a toccare la "pancia" della gente in un modo che rischia di generare una reazione nazionalista.

D'altra parte è innegabile che lo sport va spesso a solleticare già di per sé il sentimento di orgoglio nazionale, ed è per questo facilmente strumentalizzabile dai governi, specialmente se autoritari. Si vedano due articoli (qui, qui) sull'Atlante Treccani al riguardo.

Io tendenzialmente preferirei evitare i boicottaggi degli atleti. Giusto non andare a correre con la Formula UNo in Russia, per esempio, ma possiamo lasciar gareggiare gli atleti russi senza bandiera, come fatto finora.
Almeno finché non si sbilanciano personalmente con manifestazioni politiche, come quel ginnasta che ha gareggiato con la "Z" sul costume: queste però sono manifestazioni già vietate dai principi CIO, quindi a quel punto si potrebbe procedere a una squalifica personale.

* Si veda l'esempio di Alessandro Fedeli, ciclista di una squadra russa, la Gazprom-Rusvelo, a sponsor e affiliazione chiaramente russi ma con base in Italia e 12 corridori su 20 non russi

venerdì 25 marzo 2022

E due

Impressioni più o meno a freddo (più o meno).

Questa eliminazione getta una luce diversa su quella sciagurata di Ventura. Quella fu peggiore nei modi, non si ebbe mai la sensazione di potercela fare con la Spagna e si percepiva il panico con la Svezia. Stavolta si è usciti per un accidente, per un singolo errore, il rigore sbagliato da Jorginho.
Ma stavolta si era teste di serie, e si è usciti con due squadre peggiori di Spagna e Svezia.

La vittoria all'Europeo aveva fatto credere che la squadra fosse molto migliore di quella del 2018, ma venuti meno i punti fermi (Chiellini, Bonucci) e le aggiunte di qualità (Chiesa, Spinazzola, Barella in difficoltà) la squadra ha sbattuto contro le solite sterilità.

All'Europeo si è chiaramente concatenato tutto per il meglio ma è anche vero che nessuno, per quanto visto sul campo, meritava più di noi. Non eravamo la squadra più forte, ma una di quelle che potevano giocarsela; noi siamo arrivati al top, gli altri no.

Ma quello ha nascosto il ricambio drammaticamente mancante. Chiellini ne è l'esempio: nel 2006 era già convocabile (esordì fin dal 2004...) ma non fu convocato perché c'era di meglio. Oggi è l'ultimo giocatore di caratura mondiale che abbiamo, ed è l'ultimo della generazione del 2006, che nel 2006 non fu neppure convocato...

Anche solo la squadra di Prandelli, che alla fine ha più o meno gli stessi risultati di Mancini*, era più forte (BBC giovane, De Rossi e Pirlo, attacco con talento anche se senza testa).

Questo aumenta i meriti di Mancini, però è pur vero che ormai gli hanno preso le misure tutti, si è capito che a stare coperti l'Italia va in difficoltà. Temo che d'ora in poi non abbia la soluzione (né gli uomini) per svoltare questa china, però non so chi potrebbe fare meglio di lui.
Forse si potrebbe pensare di dare una svolta: al prossimo Europeo a 24 squadre dovremmo in ogni caso qualificarci comunque, perciò si potrebbe promuovere Nicolato e voltare pagina, come si fece con Vicini dopo il 1986. Non so se i giovani dell'Under 21 (Tonali, Frattesi, Scamacca, Lucca...) sono validi, ma sono gli unici su cui potremo contare. La generazione di Insigne, Immobile, Jorginho ha perso il suo ciclo mondiale (a questo proposito, fa impressione pensare che Bonucci, uno dei migliori centrali d'Europa degli ultimi 10 anni, ha all'attivo una sola presenza al Mondiale in carriera).

Mi pare che ci sia stato anche un problema di mentalità. Appena subito il gol, lo sconforto ha fatto sì che nessuno corresse a recuperare il pallone.
Ma la mentalità si crea anche giocando partite di alto livello. Troppi dei nostri giocatori non giocano la Champions League e non fanno il salto serio. Berardi, Belotti, Immobile, anche Insigne giocano ai margini del calcio che conta. La Serie A non è più un campionato competitivo, non si confrontano più con il top mondiale in campionato e anche a livello tecnico non giocano con i tecnici migliori, tutte cose che c'erano 15 o 20 anni fa. Il nostro campionato non è allenante a livello internazionale, non solo per le coppe ma anche per i giocatori della nazionale.
E troppo pochi giocano all'estero (a livello top solo Verratti e Jorginho, e solo il secondo in un campionato top), forse perché sono troppo scarsi e non li cercano, forse perché costano troppo, forse perché sono disabituati a considerare l'estero come opzione...

* Prandelli: secondo all'Europeo, terzo alla Confederations Cup, fuori ai gironi al mondiale
Mancini: primo all'Europeo, terzo in Nations League, fuori dal mondiale.