Di recente la squadra aveva smesso di subire rimonte ma aveva perso l'imbattibilità. L'eliminazione in coppa aveva fatto il paio con un filotto di vittorie in campionato, tra cui quella con l’Inter, e la brutta eliminazione in coppa Italia (foriera di contestazione dei tifosi) era arrivata nello stesso momento in cui la squadra ritrovava dopo mesi il quarto posto in campionato.
Una stagione contraddittoria, in cui era difficile distinguere il bicchiere mezzo vuoto da quello mezzo pieno. Le ultime due sconfitte hanno svuotato il bicchiere, ma la stagione non è ancora finita, ci sarebbe stato ancora tempo di riempirlo un poco.
Ci sono stato una miriade di infortuni, e – inutile negarlo – c’è una Juve con Bremer e una Juve senza Bremer, ben peggiore.
L’eliminazione di coppa fa male, ma è pur vero che in tutti gli ultimi anni, dal 2019 almeno, l’eliminazione europea è arrivata per mano di squadre di seconda fascia (in fila: Ajax, Lione, Porto, Villarreal, Benfica). Il livello della Juve in Europa è questo. Si sarebbe potuto certamente passare il turno, ma non si sarebbe certo fatta strada.
La media punti in campionato, prima delle due roboanti sconfitte con Atalanta e Fiorentina, era in linea con il quarto posto in tutte le stagioni recenti, e anche dopo queste partite la squadra restava secondo me la favorita per il quarto posto, considerando che il Bologna deve incontrare ancora Inter, Napoli e Atalanta mentre la Juve le ha già incontrate tutte e tre.
Anche nelle altre stagioni sia allo Spezia che a Bologna nelle ultime 10 partite aveva rallentato, il che forse è una spia che quando gli avversari gli prendono le misure poi la squadra fatica. Anche le sostituzioni spesso sono discutibili.
Però il problema a Torino non è stato principalmente tattico, e i risultati tutto sommato erano in linea con l'unico vero obiettivo stagionale: il quarto posto. Il gioco non ha avuto una parabola di miglioramento da inizio stagione (la stessa cosa che successe con Sarri), ma nemmeno è peggiorato: la partita con l’Inter è stata una buona gara, il primo tempo col Cagliari fu dominato, nel secondo la partita si è addormentata ma non si è rischiato nulla.
Questo a patto di avere una squadra che segua il tecnico, però: se la società non ha visto questa condizione ha fatto bene a cambiare.