Piccola chiosa sul Vangelo di oggi (Lc 15,1-32). Va bene la parabola delle monete: se lascio lì le monete che ho per cercare la mancante so che quelle non scappano.
Ma come fa il pastore che si allontana a sapere che le 99 pecore che lascia sole non spariranno anche loro? Dovrà avere dei buoni collaboratori, che so, i cani pastori...
Quindi se è Dio che salva (= il pastore), per tenere il gregge sulla giusta via ha bisogno di qualche collaboratore (= i preti?).
domenica 12 settembre 2010
sabato 11 settembre 2010
Gli uccelli cinguettano
Alcuni uccellini del fine settimana portano qualche nuova (o meglio qualche conferma) sulla situazione del nostro comune...
Pare che la Giudici abbia confermato ufficialmente ad alcuni alti papaveri la sua candidatura a sindaco.
Pare inoltre che ci potrebbe essere una nuova civica, stavolta di area centro-destra (o forse slegata dai partiti, è ancora da vedere).
Per quanto riguarda invece il sito di Giulio Incontro, lui lamenta un "hackeraggio" proprio mentre stava lanciando la sua campagna, in realtà visto che il server è Aruba e che Aruba ha avuto grossi problemi con vari siti sembra decisamente più verosimile un attacco casuale.
Per la cronaca, anche il sito della RSA Serlini è state piratato con una bandiera turca in home page un mesetto fa...
Pare che la Giudici abbia confermato ufficialmente ad alcuni alti papaveri la sua candidatura a sindaco.
Pare inoltre che ci potrebbe essere una nuova civica, stavolta di area centro-destra (o forse slegata dai partiti, è ancora da vedere).
Per quanto riguarda invece il sito di Giulio Incontro, lui lamenta un "hackeraggio" proprio mentre stava lanciando la sua campagna, in realtà visto che il server è Aruba e che Aruba ha avuto grossi problemi con vari siti sembra decisamente più verosimile un attacco casuale.
Per la cronaca, anche il sito della RSA Serlini è state piratato con una bandiera turca in home page un mesetto fa...
mercoledì 8 settembre 2010
Fantapolitica
La Lega ha tutto da guadagnare a votare il prima possibile, prenderebbe una valanga di voti.
Fini non si dimetterà, ovviamente, anche se secondo me dovrebbe per ragioni di opportunità politica; sarebbe stato meglio se avesse fatto come Casini che da presidente della Camera nel 2006 aveva mandato avanti Follini e Cesa a fare il lavoro sporco, invece di fondare un partito in prima persona.
E se poi Bossi forzasse le elezioni? Per esempio, se durante il voto di fiducia sui famosi cinque punti qualcuno chiedesse il voto segreto, la Lega potrebbe far mancare una decina di voti addossando la colpa ai finiani. Il delitto perfetto...
Non credo che Bossi possa/voglia fare come dice Sergio Romano oggi sul Corriere, ovvero astenersi sulla fiducia: si prenderebbe la colpa dello stop, e questo potrebbe costare qualcosa in termini elettorali, e soprattutto incrinerebbe il rapporto con Berlusconi, che non pare propenso a una mossa del genere.
p.s. 9/9/2010: giuro, non credevo che Bossi lo pensasse sul serio come ha detto ieri pomeriggio!
Fini non si dimetterà, ovviamente, anche se secondo me dovrebbe per ragioni di opportunità politica; sarebbe stato meglio se avesse fatto come Casini che da presidente della Camera nel 2006 aveva mandato avanti Follini e Cesa a fare il lavoro sporco, invece di fondare un partito in prima persona.
E se poi Bossi forzasse le elezioni? Per esempio, se durante il voto di fiducia sui famosi cinque punti qualcuno chiedesse il voto segreto, la Lega potrebbe far mancare una decina di voti addossando la colpa ai finiani. Il delitto perfetto...
Non credo che Bossi possa/voglia fare come dice Sergio Romano oggi sul Corriere, ovvero astenersi sulla fiducia: si prenderebbe la colpa dello stop, e questo potrebbe costare qualcosa in termini elettorali, e soprattutto incrinerebbe il rapporto con Berlusconi, che non pare propenso a una mossa del genere.
p.s. 9/9/2010: giuro, non credevo che Bossi lo pensasse sul serio come ha detto ieri pomeriggio!
martedì 7 settembre 2010
Ospitaletto dal frizzantino al congelato
La vociferata decisione a livelli provinciali di imporre la Giudici come candidata sindaco per il centrodestra a Ospitaletto pare aver calmato decisamente le acque di una campagna elettorale che stava partendo scoppiettante...
Non si ha più traccia del giornalino leghista, che doveva essere mensile e invece dopo il primo numero non è più uscito. Forse che una volta che non c'è più un candidato proprio da sostenere non valga la pena di sbattersi più di tanto? Anche Brunetta si era lamentato di questa cosa quando era stato battuto a Venezia...
Inoltre non sono più online i siti di Giulio Incontro (era www.giulioincontro.it) e della sua associazione Obiettivo Comune (www.obicom.it risulta in ristrutturazione), dopo che un mese fa Incontro aveva lanciato la campagna di avvicinamento alle elezioni con un post in cui suggeriva alcune condizioni "ad excludendum" (no a chi non abita "anche la notte" a Ospitaletto - Abrami?, no ai vecchi assessori in giunta perchè è finito un ciclo) e annunciava una raccolta di idee popolare.
Comunque, a parere mio (e non solo mio, parlando anche con altre persone) la Giudici è la scelta migliore possibile per il centro destra come impatto, visibilità, simpatia presso la popolazione, anche perchè ha ben lavorato anche secondo molti dell'opposizione.
Il centro sinistra dovrà faticare per riuscire a contrapporle un candidato vincente, considerato anche che il centro destra avrà probabilmente il traino delle elezioni politiche (in cui recupera di solito più voti che alle comunali) e questo rischia di attenuare l'impatto della "persona" rispetto a quello del "partito".
Forse la scelta migliore sarebbe un nome nuovo, un po' a sorpresa, al di là dei militanti o di quelli già in Consiglio. Un nome così permetterebbe anche di rendere credibile un'eventuale riedizione di una lista civica (che nel 2005 ebbe un buon risultato, ricordiamolo), la renderebbe una civica "vera".
Aggiornamento del 10/9: Ospitaletto.org (link: http://ospitaletto.org/2010/09/10/chi-ha-oscurato-il-sito-di-incontro/) ci spiega il mistero del sito... Hackeraggio?
Non si ha più traccia del giornalino leghista, che doveva essere mensile e invece dopo il primo numero non è più uscito. Forse che una volta che non c'è più un candidato proprio da sostenere non valga la pena di sbattersi più di tanto? Anche Brunetta si era lamentato di questa cosa quando era stato battuto a Venezia...
Inoltre non sono più online i siti di Giulio Incontro (era www.giulioincontro.it) e della sua associazione Obiettivo Comune (www.obicom.it risulta in ristrutturazione), dopo che un mese fa Incontro aveva lanciato la campagna di avvicinamento alle elezioni con un post in cui suggeriva alcune condizioni "ad excludendum" (no a chi non abita "anche la notte" a Ospitaletto - Abrami?, no ai vecchi assessori in giunta perchè è finito un ciclo) e annunciava una raccolta di idee popolare.
Comunque, a parere mio (e non solo mio, parlando anche con altre persone) la Giudici è la scelta migliore possibile per il centro destra come impatto, visibilità, simpatia presso la popolazione, anche perchè ha ben lavorato anche secondo molti dell'opposizione.
Il centro sinistra dovrà faticare per riuscire a contrapporle un candidato vincente, considerato anche che il centro destra avrà probabilmente il traino delle elezioni politiche (in cui recupera di solito più voti che alle comunali) e questo rischia di attenuare l'impatto della "persona" rispetto a quello del "partito".
Forse la scelta migliore sarebbe un nome nuovo, un po' a sorpresa, al di là dei militanti o di quelli già in Consiglio. Un nome così permetterebbe anche di rendere credibile un'eventuale riedizione di una lista civica (che nel 2005 ebbe un buon risultato, ricordiamolo), la renderebbe una civica "vera".
Aggiornamento del 10/9: Ospitaletto.org (link: http://ospitaletto.org/2010/09/10/chi-ha-oscurato-il-sito-di-incontro/) ci spiega il mistero del sito... Hackeraggio?
domenica 5 settembre 2010
FeLini a Mirabello
Un Fini molto "evangelico", a Mirabello, ha deciso di passare per la cruna di un ago, o se preferite per la porta stretta. Più prosaicamente, vuole tenere il piede in due scarpe.
Fini descrive un partito senz'altro di destra, sbaglia chi lo accusa di essere "di sinistra". Una destra che non è europea, come si dice (vedi Sarkozy, ben diverso da Fini), ma piuttosto "ideale", antipopulista. E' di destra, per esempio, contestare i tagli alla polizia, richiedere una politica del merito, invocare la privatizzazione delle municipalizzate, le liberalizzazioni, il quoziente familiare, persino ricordare gli "infami" è lessico di destra.
E' antipopulista dire che "governare è una nobile e ardua impresa ma non può mai significare comandare... significa comprendere le ragioni di tutti e garantire equilibrio", con tutto quel che ne segue.
Fini dice tra le righe che Fli sarà un partito, quando sostiene che non tornerà nel Pdl, che si va avanti. Perchè? Perchè se applicasse la democrazia interna nel Pdl - se gli fosse concesso - sarebbe sempre in minoranza. Con un partito nuovo, una "terza gamba" della coalizione, si costringe Berlusconi a contrattare ogni cosa. Per questo per Silvio sarebbe stata meglio una corrente, e il duro documento del 29 luglio contro il Presidente della Camera fu un errore, forse dettato da sottovalutazione dei finiani. Invece la maggioranza senza di loro non c'è.
Certo, Fini non ha voti certificati, e a quanto pare non gli interessa misurarli: niente elezioni. Questa è la parte che, democraticamente, scricchiola un po' di più del fare un partito nuovo e del voler contare per forza. Ma nella tattica, nella strategia, ci sta anche questo.
Quindi, partito nuovo sì, crisi di governo no. Ottimismo sì, ghe pensi mi no. Elogi alla politica economica, richiesta di più economia nei cinque punti programmatici. Non mi piace molto, questa politica del dentro e fuori, del percorso irto e difficile ma (ancora) insieme.
Ma ciò che a me stride di più non è nemmeno tanto il "cambio di idee" di Fini (sulle più rivoluzionarie, le posizioni laiche o laiciste sull'etica, i gay, gli immigrati ha volutamente glissato), e nemmeno il fatto che non si era mai accorto prima del leaderismo di Berlusconi.
E' il fatto che tutti sanno che AN era gestita con piglio parecchio leaderistico... Se il populismo è una tentazione della destra, in cui Berlusconi è caduto, il leaderismo spesse volte ne è una caratteristica (i gollisti francesi si chiamano così per qualche motivo...), e Fini non fa eccezione. Sarei curioso di vedere cosa succederà se un domani FeL avrà le stesse richieste di democrazia, per esempio quando si dovranno convincere Tremaglia e Della Vedova sulle unioni gay. La democrazia spinta fino all'ingovernabilità anarchica è sempre stata "di sinistra", vedi la frammentazione (atomizzazione) della galassia comunista e socialista. Secondo me alla bisogna Fini farà presto a scordarsi della pluralità e della democrazia interna...
Un progetto comunque interessante. Tre quarti del discorso potevano essere da "Partito della Nazione" di Casini, a cui Fini ha aggiunto qualche spolverata di destra. Certo anche Fini sa che poi nel governare la coperta (economica) è spesso corta, quindi tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare... vedremo alla prova dei fatti, sarei proprio curioso di vedere un Fini al governo per cercare di declinare praticamente tutte queste belle cose.
Fini descrive un partito senz'altro di destra, sbaglia chi lo accusa di essere "di sinistra". Una destra che non è europea, come si dice (vedi Sarkozy, ben diverso da Fini), ma piuttosto "ideale", antipopulista. E' di destra, per esempio, contestare i tagli alla polizia, richiedere una politica del merito, invocare la privatizzazione delle municipalizzate, le liberalizzazioni, il quoziente familiare, persino ricordare gli "infami" è lessico di destra.
E' antipopulista dire che "governare è una nobile e ardua impresa ma non può mai significare comandare... significa comprendere le ragioni di tutti e garantire equilibrio", con tutto quel che ne segue.
Fini dice tra le righe che Fli sarà un partito, quando sostiene che non tornerà nel Pdl, che si va avanti. Perchè? Perchè se applicasse la democrazia interna nel Pdl - se gli fosse concesso - sarebbe sempre in minoranza. Con un partito nuovo, una "terza gamba" della coalizione, si costringe Berlusconi a contrattare ogni cosa. Per questo per Silvio sarebbe stata meglio una corrente, e il duro documento del 29 luglio contro il Presidente della Camera fu un errore, forse dettato da sottovalutazione dei finiani. Invece la maggioranza senza di loro non c'è.
Certo, Fini non ha voti certificati, e a quanto pare non gli interessa misurarli: niente elezioni. Questa è la parte che, democraticamente, scricchiola un po' di più del fare un partito nuovo e del voler contare per forza. Ma nella tattica, nella strategia, ci sta anche questo.
Quindi, partito nuovo sì, crisi di governo no. Ottimismo sì, ghe pensi mi no. Elogi alla politica economica, richiesta di più economia nei cinque punti programmatici. Non mi piace molto, questa politica del dentro e fuori, del percorso irto e difficile ma (ancora) insieme.
Ma ciò che a me stride di più non è nemmeno tanto il "cambio di idee" di Fini (sulle più rivoluzionarie, le posizioni laiche o laiciste sull'etica, i gay, gli immigrati ha volutamente glissato), e nemmeno il fatto che non si era mai accorto prima del leaderismo di Berlusconi.
E' il fatto che tutti sanno che AN era gestita con piglio parecchio leaderistico... Se il populismo è una tentazione della destra, in cui Berlusconi è caduto, il leaderismo spesse volte ne è una caratteristica (i gollisti francesi si chiamano così per qualche motivo...), e Fini non fa eccezione. Sarei curioso di vedere cosa succederà se un domani FeL avrà le stesse richieste di democrazia, per esempio quando si dovranno convincere Tremaglia e Della Vedova sulle unioni gay. La democrazia spinta fino all'ingovernabilità anarchica è sempre stata "di sinistra", vedi la frammentazione (atomizzazione) della galassia comunista e socialista. Secondo me alla bisogna Fini farà presto a scordarsi della pluralità e della democrazia interna...
Un progetto comunque interessante. Tre quarti del discorso potevano essere da "Partito della Nazione" di Casini, a cui Fini ha aggiunto qualche spolverata di destra. Certo anche Fini sa che poi nel governare la coperta (economica) è spesso corta, quindi tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare... vedremo alla prova dei fatti, sarei proprio curioso di vedere un Fini al governo per cercare di declinare praticamente tutte queste belle cose.
giovedì 2 settembre 2010
Questione di numeri (chiusi)
Tempo di test universitari, con il solito codazzo di polemiche.
Io sono d'accordo con il numero chiuso, anche se forse andrebbe calibrato meglio: alcune facoltà sfornano troppi laureati rispetto alle richieste del mercato (per esempio Lettere), altre non hanno questo problema, quindi il numero va calibrato bene. Questo non perchè chi si laurea debba avere per forza il posto di lavoro assicurato, ma per non creare false illusioni e aspettative fallaci.
Uno che studia in una certa materia ha la giusta e legittima aspirazione a stare in quel campo anche nel mondo lavorativo. Non sono d'accordo che abbia la pretesa di avere un posto di lavoro in quel settore, perchè è impossibile (se tutti ci iscriviamo a Lettere, per continuare nell'esempio, poi che dovremmo fare, assumere tutti professori?) e perchè la cultura non è mai buttata via: un laureato in Lettere che va a fare l'idraulico sarà un idraulico colto, che ha coltivato la sua passione e ha studiato per edificazione personale, non in modo inutile.
Secondo me si è un po' perso il senso del lavoro che nobilita in quanto tale, e non perchè sia un "bel" lavoro. Un tornitore ha un lavoro degno quanto un chirurgo. Con le differenze di responsabilità, di difficoltà, di remunerazione conseguente, ma non di dignità. Se riuscissimo serenamente ad accettare questa cosa, e che il lavoro desiderato si cerca, si auspica ma non è dovuto, tanti problemi sul numero chiuso non ci sarebbero e potremmo essere più larghi negli ingressi. (Mi direte: facile tu che sei ingegnere... io sono fortunato e lo so, ma negli anni di superiori e università ne ho fatte di estati in cantiere a fare il magutto con mio padre, e se domani mattina mi ricapitasse non avrei problemi a rifarlo).
Il metodo dei test è tanto vituperato, ma in effetti non vedo molte alternative.
Contare il voto delle Superiori dà problemi di equità: come pesiamo le diverse scuole? Un liceo è diverso da un Ipsia, ma se si introducono dei coefficienti per "pesare" ciò, apriti cielo!, inoltre si indirizzerebbero gli studenti verso le scuole a coefficiente più alto, cioè (verosimilmente) i licei, perchè nessuno a 13 anni decide già di non fare l'università e quindi di prendersi degli eventuali svantaggi. Si sposterebbe allora lì il problema del "numero chiuso", mentre sarebbe il caso di favorire un'equa distribuzione tra le scuole e un'equilibrata valutazione delle proprie vocazioni. E i voti regalati in alcuni istituti piuttosto che altri?
Un'ipotesi potrebbe essere quella di assegnare il punteggio non in base alla media voto assoluta, ma corretta rispetto alla media della classe (o istituto): un 100 in una classe che alla maturità prende in media 65 vale più di uno in una classe in cui la media è 80. Così si sarebbe scoraggiati a regalare voti a tappeto, cosa che penalizzerebbe i migliori o chiunque si voglia favorire, mentre per favorire in maniera efficace qualcuno bisognerebbe alzare il suo voto ma abbassare anche la media della classe, cosa già meno praticabile. Comunque mi sembrano meccanismi un po' laboriosi e farragginosi, quindi evitiamo.
Altra alternativa è quella di abolire i test e il numero chiuso e mettere filtri selettivi alla fine di ogni anno, per iscriversi all'anno successivo: in questo modo si premierebbe un "merito universitario". Per esempio si potrebbe considerare la somma del numero di esami fatti con la media, e stabilire una soglia crescente ad ogni anno per l'ammissione al successivo, ad esempio, 3/4 degli esami nel piano di studi fin quell'anno + una media di 18. Su una facoltà vecchio ordinamento (6 esami all'anno per 5 anni, quella che conosco io...) avremmo una scala così (perdonate il divertissement da ingegnere):
mentre su un nuovo ordinamento (12 esami x 5 anni) uscirebbe così:
Bisognerebbe quindi fare tanti esami col 18 o pochi col 30. Con una media del 24 si tratterebbe di fare, dal secondo anno in poi, più di metà degli esami, mentre per il primo anno ne basterebbero pochi (per compensare il tempo di adattamento eccetera). Certo però nascerebbero problemi pratici con i lavoratori e le cause di forza maggiore che impediscono gli studi (malattie ecc.). E se uno rimane indietro che si fa? Lo si blocca per un sempre? Troppo drastico... Per un anno? Ma così gli si fa perdere ancora più tempo.
Alla fine forse il metodo più indolore sarebbe usare i test d'ammissione con più posti a disposizione (il doppio di adesso?) e stabilire una cesura selettiva al primo anno.
Io sono d'accordo con il numero chiuso, anche se forse andrebbe calibrato meglio: alcune facoltà sfornano troppi laureati rispetto alle richieste del mercato (per esempio Lettere), altre non hanno questo problema, quindi il numero va calibrato bene. Questo non perchè chi si laurea debba avere per forza il posto di lavoro assicurato, ma per non creare false illusioni e aspettative fallaci.
Uno che studia in una certa materia ha la giusta e legittima aspirazione a stare in quel campo anche nel mondo lavorativo. Non sono d'accordo che abbia la pretesa di avere un posto di lavoro in quel settore, perchè è impossibile (se tutti ci iscriviamo a Lettere, per continuare nell'esempio, poi che dovremmo fare, assumere tutti professori?) e perchè la cultura non è mai buttata via: un laureato in Lettere che va a fare l'idraulico sarà un idraulico colto, che ha coltivato la sua passione e ha studiato per edificazione personale, non in modo inutile.
Secondo me si è un po' perso il senso del lavoro che nobilita in quanto tale, e non perchè sia un "bel" lavoro. Un tornitore ha un lavoro degno quanto un chirurgo. Con le differenze di responsabilità, di difficoltà, di remunerazione conseguente, ma non di dignità. Se riuscissimo serenamente ad accettare questa cosa, e che il lavoro desiderato si cerca, si auspica ma non è dovuto, tanti problemi sul numero chiuso non ci sarebbero e potremmo essere più larghi negli ingressi. (Mi direte: facile tu che sei ingegnere... io sono fortunato e lo so, ma negli anni di superiori e università ne ho fatte di estati in cantiere a fare il magutto con mio padre, e se domani mattina mi ricapitasse non avrei problemi a rifarlo).
Il metodo dei test è tanto vituperato, ma in effetti non vedo molte alternative.
Contare il voto delle Superiori dà problemi di equità: come pesiamo le diverse scuole? Un liceo è diverso da un Ipsia, ma se si introducono dei coefficienti per "pesare" ciò, apriti cielo!, inoltre si indirizzerebbero gli studenti verso le scuole a coefficiente più alto, cioè (verosimilmente) i licei, perchè nessuno a 13 anni decide già di non fare l'università e quindi di prendersi degli eventuali svantaggi. Si sposterebbe allora lì il problema del "numero chiuso", mentre sarebbe il caso di favorire un'equa distribuzione tra le scuole e un'equilibrata valutazione delle proprie vocazioni. E i voti regalati in alcuni istituti piuttosto che altri?
Un'ipotesi potrebbe essere quella di assegnare il punteggio non in base alla media voto assoluta, ma corretta rispetto alla media della classe (o istituto): un 100 in una classe che alla maturità prende in media 65 vale più di uno in una classe in cui la media è 80. Così si sarebbe scoraggiati a regalare voti a tappeto, cosa che penalizzerebbe i migliori o chiunque si voglia favorire, mentre per favorire in maniera efficace qualcuno bisognerebbe alzare il suo voto ma abbassare anche la media della classe, cosa già meno praticabile. Comunque mi sembrano meccanismi un po' laboriosi e farragginosi, quindi evitiamo.
Altra alternativa è quella di abolire i test e il numero chiuso e mettere filtri selettivi alla fine di ogni anno, per iscriversi all'anno successivo: in questo modo si premierebbe un "merito universitario". Per esempio si potrebbe considerare la somma del numero di esami fatti con la media, e stabilire una soglia crescente ad ogni anno per l'ammissione al successivo, ad esempio, 3/4 degli esami nel piano di studi fin quell'anno + una media di 18. Su una facoltà vecchio ordinamento (6 esami all'anno per 5 anni, quella che conosco io...) avremmo una scala così (perdonate il divertissement da ingegnere):
Anno | Esami totali | Soglia esami + media | Esami da fare con la media del... | % esami da fare con la media del... | ||||
18 | 24 | 30 | 18 | 24 | 30 | |||
1 | 6 | 23 | 5 | 1 | 1 | 83% | 17% | 17% |
2 | 12 | 27 | 9 | 3 | 1 | 75% | 25% | 8% |
3 | 18 | 32 | 14 | 8 | 2 | 78% | 44% | 11% |
4 | 24 | 36 | 18 | 12 | 6 | 75% | 50% | 25% |
5 | 30 | 41 | 23 | 17 | 11 | 77% | 57% | 37% |
mentre su un nuovo ordinamento (12 esami x 5 anni) uscirebbe così:
Anno | Esami totali | Soglia esami + media | Esami da fare con la media del... | % esami da fare con la media del... | ||||
18 | 24 | 30 | 18 | 24 | 30 | |||
1 | 12 | 27 | 9 | 3 | 1 | 75% | 25% | 8% |
2 | 24 | 36 | 18 | 12 | 6 | 75% | 50% | 25% |
3 | 36 | 45 | 27 | 21 | 15 | 75% | 58% | 42% |
4 | 48 | 54 | 36 | 30 | 24 | 75% | 63% | 50% |
5 | 60 | 63 | 45 | 39 | 33 | 75% | 65% | 55% |
Bisognerebbe quindi fare tanti esami col 18 o pochi col 30. Con una media del 24 si tratterebbe di fare, dal secondo anno in poi, più di metà degli esami, mentre per il primo anno ne basterebbero pochi (per compensare il tempo di adattamento eccetera). Certo però nascerebbero problemi pratici con i lavoratori e le cause di forza maggiore che impediscono gli studi (malattie ecc.). E se uno rimane indietro che si fa? Lo si blocca per un sempre? Troppo drastico... Per un anno? Ma così gli si fa perdere ancora più tempo.
Alla fine forse il metodo più indolore sarebbe usare i test d'ammissione con più posti a disposizione (il doppio di adesso?) e stabilire una cesura selettiva al primo anno.
mercoledì 1 settembre 2010
La palla di vetro e quella di cuoio
Chiuso il calciomercato, faccio le carte al calcio nostrano...
Il Milan deve sperare di non avere infortuni in difesa e in tal caso può vincere lo scudetto (Ibra sparisce con le grandi e in Champions, ma almeno sa scardinare le difese delle piccole, e in classifica questo si sente). In attacco qualche volta Borriello magari sarebbe servito, è l'unica punta di ruolo che fa salire la squadra e in Champions qualche volta serve (lo può fare Ibra? In Champions direi che non l'ha mai fatto). Io forse sacrificherei Pirlo, che negli ultimi anni sta bollendo, per giocare con due interditori dietro i fantasisti.
Non darei l'Inter per morta, è sempre fortissima, anche se l'anno passato le è andato veramente tutto bene. La Champions non la rivince di sicuro, ma per lo scudetto c'è anche lei, perchè resta solida, anche fisicamente, in questo anche più del Milan.
La Roma fa affari coi soldi che non ha, e qualcuno mi dovrà spiegare un giorno se questo è "fair play finanziario". Io sono d'accordo che una squadra come la Roma sia preservata, agevolata societariamente, visto il patrimonio di tifosi, immagine e significato, e quindi non venga in nessun modo lasciata fallire. Non credo però che per diritto divino debba per forza avere una squadra da scudetto. E se i creditori (in Unicredit sono un po' allegri col le spese, specie per un istituto che non naviga in buone acque e che ha ancora parecchi rimasugli di soldi pubblici) cominciassero a essere invece un po' più esigenti?
La mia Juve dimostra di essere una squadra di seconda fascia. Il mercato era stato anche logico fino a una settimana fa, comprando ali di ruolo che mancavano e un difensore giovane. Poi si è andati alla schizofrenia.
A me Delneri non sembra adatto a un grande club: alla Samp o all'Atalanta se perdi col Bari è un incidente, si può ripartire la settimana dopo, e se si vince nessuno se ne ricorda più. Alla Juve sono 3 punti persi che peseranno per tutta la stagione. Sono quindi convinto che Delneri o andrà benissimo (25%) con un paio di acquisti che si rivelano campioni, una squadra che lo segue e prende fiducia con una striscia di risultati positivi come la Samp dell'anno passato, o (75%) verrà esonerato o lasciato a piedi dopo una stagione mediocre e di nuovo senza Champions.
Il problema è che il mercato è stato fatto modellando la squadra sul suo 4-4-2 a scapito della qualità (via Diego per Quagliarella dopo aver cercato Di Natale) tra l'altro pagando parecchio alcuni giocatori (Martinez) per metterli a disposizione del tecnico il prima possibile, per via anche della Europa League. Se la squadra va male, il prossimo allenatore si ritrova con in mano una squadra disegnata su uno schema e non sulla qualità.
L'idea è che si vada verso un altro anno a lottare per il quarto posto, con alte probabilità di non farcela, anche perchè il mercato ha confermato - con i no di alcune prime scelte - che la squadra ormai è tenuta poco in considerazione.
Non mi straccerò le vesti per Giovinco al Parma perchè secondo me non ha la possibilità con quel fisico per diventare un giocatore davvero grande: può arrivare a essere un Miccoli, ma non un Kakà, uno da coppa Uefa (sì, sì, lo so, Europa League...) e non da Champions. La prima giornata non fa primavera perchè un brevilineo leggero entra notoriamente in forma prima degli altri giocatori (e chi più brevilineo di lui) e di fronte c'era il Brescia...
Già, il Brescia, che deve mettersi dietro 3 squadre. Pensavo che una potesse essere il Cesena, ma si è completato alla fine del mercato (ciò non toglie che passato l'entusiasmo sarà dura anche per loro...).
Non ho capito il mercato in entrata: ok gli attaccanti, ma in difesa i centrali sono Martinez e Bega (vecchi per la A), Zoboli (malvisto da tutto l'ambiente), Mareco (rotto per tre mesi), De Maio (acerbo), Berardi... non ce n'è uno "sicuro" per la A! Ora arriva un ex giocatore come Zebina... mah!
A centrocampo secondo me non va così male, avrei preso uno più giovane per Baiocco, ma mi fido di Budel, e all'occorrenza si riadatterà Cordova.
Insomma, dura anche quest'anno: o si vincono un paio di scommesse in difesa (De Maio, Zebina, Bega regge) o si va in B difilati, anche perchè il livello medio sembra essersi alzato. Iachini secondo me ha molte probabilità di non mangiare il panettone.
Il Milan deve sperare di non avere infortuni in difesa e in tal caso può vincere lo scudetto (Ibra sparisce con le grandi e in Champions, ma almeno sa scardinare le difese delle piccole, e in classifica questo si sente). In attacco qualche volta Borriello magari sarebbe servito, è l'unica punta di ruolo che fa salire la squadra e in Champions qualche volta serve (lo può fare Ibra? In Champions direi che non l'ha mai fatto). Io forse sacrificherei Pirlo, che negli ultimi anni sta bollendo, per giocare con due interditori dietro i fantasisti.
Non darei l'Inter per morta, è sempre fortissima, anche se l'anno passato le è andato veramente tutto bene. La Champions non la rivince di sicuro, ma per lo scudetto c'è anche lei, perchè resta solida, anche fisicamente, in questo anche più del Milan.
La Roma fa affari coi soldi che non ha, e qualcuno mi dovrà spiegare un giorno se questo è "fair play finanziario". Io sono d'accordo che una squadra come la Roma sia preservata, agevolata societariamente, visto il patrimonio di tifosi, immagine e significato, e quindi non venga in nessun modo lasciata fallire. Non credo però che per diritto divino debba per forza avere una squadra da scudetto. E se i creditori (in Unicredit sono un po' allegri col le spese, specie per un istituto che non naviga in buone acque e che ha ancora parecchi rimasugli di soldi pubblici) cominciassero a essere invece un po' più esigenti?
La mia Juve dimostra di essere una squadra di seconda fascia. Il mercato era stato anche logico fino a una settimana fa, comprando ali di ruolo che mancavano e un difensore giovane. Poi si è andati alla schizofrenia.
A me Delneri non sembra adatto a un grande club: alla Samp o all'Atalanta se perdi col Bari è un incidente, si può ripartire la settimana dopo, e se si vince nessuno se ne ricorda più. Alla Juve sono 3 punti persi che peseranno per tutta la stagione. Sono quindi convinto che Delneri o andrà benissimo (25%) con un paio di acquisti che si rivelano campioni, una squadra che lo segue e prende fiducia con una striscia di risultati positivi come la Samp dell'anno passato, o (75%) verrà esonerato o lasciato a piedi dopo una stagione mediocre e di nuovo senza Champions.
Il problema è che il mercato è stato fatto modellando la squadra sul suo 4-4-2 a scapito della qualità (via Diego per Quagliarella dopo aver cercato Di Natale) tra l'altro pagando parecchio alcuni giocatori (Martinez) per metterli a disposizione del tecnico il prima possibile, per via anche della Europa League. Se la squadra va male, il prossimo allenatore si ritrova con in mano una squadra disegnata su uno schema e non sulla qualità.
L'idea è che si vada verso un altro anno a lottare per il quarto posto, con alte probabilità di non farcela, anche perchè il mercato ha confermato - con i no di alcune prime scelte - che la squadra ormai è tenuta poco in considerazione.
Non mi straccerò le vesti per Giovinco al Parma perchè secondo me non ha la possibilità con quel fisico per diventare un giocatore davvero grande: può arrivare a essere un Miccoli, ma non un Kakà, uno da coppa Uefa (sì, sì, lo so, Europa League...) e non da Champions. La prima giornata non fa primavera perchè un brevilineo leggero entra notoriamente in forma prima degli altri giocatori (e chi più brevilineo di lui) e di fronte c'era il Brescia...
Già, il Brescia, che deve mettersi dietro 3 squadre. Pensavo che una potesse essere il Cesena, ma si è completato alla fine del mercato (ciò non toglie che passato l'entusiasmo sarà dura anche per loro...).
Non ho capito il mercato in entrata: ok gli attaccanti, ma in difesa i centrali sono Martinez e Bega (vecchi per la A), Zoboli (malvisto da tutto l'ambiente), Mareco (rotto per tre mesi), De Maio (acerbo), Berardi... non ce n'è uno "sicuro" per la A! Ora arriva un ex giocatore come Zebina... mah!
A centrocampo secondo me non va così male, avrei preso uno più giovane per Baiocco, ma mi fido di Budel, e all'occorrenza si riadatterà Cordova.
Insomma, dura anche quest'anno: o si vincono un paio di scommesse in difesa (De Maio, Zebina, Bega regge) o si va in B difilati, anche perchè il livello medio sembra essersi alzato. Iachini secondo me ha molte probabilità di non mangiare il panettone.
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