L’intervento del professor Eusebi sulla figura di Pilato durante le elevazioni spirituali di quaresima ha veramente sparigliato le carte. Ha descritto la tradizionale immagine della bilancia come visione povera, incompleta, persino maligna della giustizia. Un’immagine da “occhio per occhio”: tu compi il male, io legalmente ti restituisco un male. Ho pensato subito alla serata che abbiamo proposto con l’avv. Gorlani sul referendum, per la quale avevamo messo nel volantino la classica personificazione della giustizia con la bilancia…
Ma un cristiano ha il dovere, anzi la vocazione di tenere lo sguardo più in alto. La concezione puramente retributiva della giustizia è puramente umana, è forse necessaria in un mondo di uomini imperfetti, ma Gesù ci indica un modello più elevato, quello del perdono, del rispondere al male con il bene. Di farsi costruttori di pace, e non perpetuatori di torti.
Risuonano in questi ragionamenti le parole di papa Leone XVI nel messaggio per questa quaresima, l’appello a “disarmare il linguaggio”, a far passare il digiuno dalla gola alla lingua. E, rimanendo a Roma e tornando alla giustizia e alla cronaca politica, sono parole simili a quelle usate dal presidente Mattarella riguardo al dibattito sul referendum, che si è fatto troppo acceso.
Ecco, la capacità del cristiano di vivere la società, anche nei suoi ambiti più conflittuali - come può essere la politica - con uno stile dialogante e “disarmato”, per “giustificarla”, cioè farla più giusta, è una cosa che dobbiamo imparare tutti. Nel nostro piccolo, come circolo Acli, cerchiamo di portare avanti questo stile, e nonostante il volantino forse poco azzeccato credo che anche l’incontro con Gorlani sia stato un buon esempio di atteggiamento costruttivo.
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