Prime impressioni, senza essermi informato granché, sul referendum sulla riforma della giustizia.
Per come l’ho capita io, questa riforma ha 3+1 punti fondamentali:
1. la separazione delle carriere;
2. la separazione dei CSM;
3. la costituzione di un’Alta Corte disciplinare;
4. il fatto che 2 e 3 saranno scelti tramite sorteggio.
1) Sulla separazione delle carriere, io di principio sono sempre
stato d’accordo. So che è un punto che all’atto pratico riguarda
pochissimi casi, ma pur essendo poco influente mi pare un principio
corretto. Questa suddivisione c’è in molti Paesi, inoltre se col tempo
succedesse che si creassero due “ambienti” diversi anche come studi,
convegni, frequentazioni sarebbe secondo me una cosa positiva.
2) Sulla separazione dei CSM, io non l’avrei fatto; un CSM unico mi
parrebbe una garanzia del fatto che non si vada verso una subordinazione
del PM all’esecutivo. So che anche questa cosa c’è in molti
ordinamenti, ma visti i chiari di luna e la temperie democratica in giro
per il mondo preferirei evitare qualsiasi passo che vada nella
direzione di un maggiore controllo della politica su anche solo una
parte della giustizia, per quanto legittimo. Avere il CSM unificato
potrebbe essere una “assicurazione” in tal senso. D’altra parte mi rendo
conto che la suddivisione potrebbe essere vista come un completamento
del punto 1, il creare “ambienti” completamente separati tra la
magistratura inquirente o giudicante. Diciamo che sono abbastanza
neutrale sul tema.
3) Sull’Alta Corte disciplinare cominciano le dolenti note. Se per gli altri due
punti ci sono solidi esempi in altri ordinamenti, questa mi pare una
peculiarità tutta italiana. Essendo quella Corte uguale agli altri due
CSM come composizione (maggioranza di togati, minoranza di “laici”
scelti dal Parlamento) , non vedo il vantaggio. Anche io ho la netta
impressione che quando i giudici sbagliano o intentano processi temerari
non subiscano nessuna conseguenza, e non mi piace; però non vedo come
questa cosa potrebbe cambiare con una Corte che è composta nello stesso
modo dell’organo che oggi si occupa della parte disciplinare, cioè il
CSM stesso. E in ogni caso il fatto che siano dei giudici a giudicare
altri giudici mi pare assolutamente necessario per garantire
l’indipendenza del potere giudiziario; se questo si traduce in una
inefficienza della fase disciplinare mi pare un costo che è necessario
pagare per preservare una necessaria divisione dei poteri. Tra l’altro
mentre i CSM sono due, questa Corte disciplinare è unica, competente sia
per i giudicanti che per i requirenti, perciò in un certo senso quello
che esce dalla porta rientra dalla finestra. Insomma, mi sembra un
provvedimento inutile e guardo con sospetto la sua unicità nel panorama
internazionale.
4) Stesso discorso per il sorteggio: pure quello, specie se
integrale, mi pare sia un unicum. Ho seguito poco e distrattamente le
polemiche sul caso Palamara, ma onestamente che in magistratura ci siano
correnti, comunelle, cordate e corporazioni mi pare il segreto di
Pulcinella. Capisco che un sorteggio possa togliere la terra sotto i
piedi agli ambiziosi, ma non eliminerà le correnti e le comunelle: un
sorteggio fatto bene statisticamente porterà in CSM la stessa
proporzione di magistrati espressa oggi dalle correnti (per esempio: se
oggi i componenti del CSM sono in maggioranza di Magistratura
Democratica, anche i sorteggiati saranno in maggioranza di Magistratura
Democratica, con percentuali simili a oggi). E non avere certi ambiziosi
è probabilmente un bene, ma non averne altri può essere un male, nel
senso che con l’elezione comunque si sceglieva gente che quel ruolo lo
voleva fare; avere persone non interessate può essere un male per il
funzionamento degli organi. Dovremmo aver imparato che l’uno vale uno
non funziona.
Inoltre è molto importante la questione procedurale: i sorteggiati
potranno rinunciare? La lista da cui si sorteggiano i membri “laici”
come verrà composta? A maggioranza qualificata, come è oggi per
l’elezione dei membri laici? Ho letto da qualche parte che per
quell’aspetto non cambia nulla, ma andando a leggere la legge del 1958
che oggi regola l’elezione dei membri laici a me pare sostanzialmente
non applicabile con il nuovo ordinamento. Bisognerà scrivere una nuova
legge? Questa parte del sorteggio mi pare estremamente esposta a
possibili storture legate non alla riforma ma ai regolamenti con cui
verrà attuata praticamente.