Valutazioni sparse sulla riforma. Versione breve: mi pare una modifica che se approvata ha un impatto molto ridotto sia nel bene che nel male. Trovo improbabile che possa fare grossi danni, e ancor più improbabile che possa portare benefici.
Proviamo a espandere il ragionamento. Avevo già scritto tra gennaio e febbraio le mie prime impressioni, ora ho "studiato", seguito interventi a favore di entrambe le posizioni, qualcosa ho capito, su qualcosa ho cambiato parere.
Io concordo decisamente sul fatto che la
terzietà tra accusa e giudice è un valore. Ho ascoltato anche le
posizioni secondo cui avere esperienze diverse può essere arricchente e
“aprire” la mente, trovandole interessanti. Ho letto chi dice che un PM
prima di fare il PM dovrebbe fare un po’ il giudice, e anzi ancor meglio
anche l’avvocato difensore.
Questo però mi pare completamente
impraticabile nel nostro sistema, nel quale quindi continuo a preferire
in linea di principio la separazione. Però non vedo come questa riforma
possa renderla più effettiva di quella che già oggi c’è (o non c’è).
La
riforma introdurrebbe una differenza nominale tra magistratura
giudicante e requirente, ma di fatto giudici e PM continuerebbero a
essere tutti magistrati, a differenza degli avvocati difensori; a essere
pubblici dipendenti con lo stesso datore di lavoro (il ministero della
giustizia), a differenza degli avvocati; a avere gli uffici in
tribunale, a differenza degli avvocati; a vedersi alla macchinetta del
caffè, a differenza degli avvocati. In sostanza, continuerebbero a
essere colleghi che lavorano agli stessi casi.
Mi pare velleitario che
possa succedere quanto auspicato dall’avv. Cavaliere nel suo intervento a
favore del sì, secondo cui finalmente anche i PM dovranno prendere
appuntamento con il giudice come fanno gli avvocati. Ma intervenire per
cambiare questa cosa implicherebbe rivoluzionare il sistema e far
diventare l’accusa una sorta di avvocato, come (mi pare d’aver capito)
negli USA, cosa assolutamente aliena al nostro sistema, oppure una
specie di poliziotto con sede in caserma e dipendente dal ministero
dell’interno, cosa anch’essa a noi estranea e non auspicabile.
Leggo che circa la metà dei procedimenti finiscono con esiti che non
rispecchiano le richieste dell’accusa, e questo sarebbe prova di
indipendenza dei giudici; però leggo anche che in fase preliminare le
richieste del PM sono accolte in più del 90% dei casi, cosa che come
numero è impressionante. Magari una buona parte sono assensi
“fisiologici” per svolgere le indagini, ma magari invece no: in Italia
abbiamo troppi procedimenti, visto anche la metà di assoluzioni
probabilmente molti andrebbero cassati in fase preliminare invece di
farli procedere.
Sento dire che questo è dovuto, tra le altre cose, al
fatto che GIP e GUP sono spesso magistrati giovani, che magari non se la
sentono di andare contro PM esperti. Questo non è giusto in linea
teorica, ma all’atto pratico capisco che i magistrati giovani passino
prima in quei ruoli più “lontani” dalla sentenza, intanto che imparano.
Anche qui non credo che una modifica costituzionale potrebbe cambiare i
rapporti di forza tra giovani e esperti. E lo dico da garantista
scandalizzato per il numero abnorme di detenuti in attesa di giudizio
nelle nostre carceri – numero che andrebbe secondo me contingentato…
Sulla separazione dei due CSM non ho grosse idee, finché sono giudici che valutano/promuovono/organizzan
Sul sorteggio e corte disciplinare torno domani.
