Continuo a stupirmi (beata ingenuità) dell'irresponsabilità dei nostri partiti, che continuano ad anteporre l'interesse proprio in vista di nuove elezioni al bene comune.
Il M5S tenta di buttare Bersani tra le braccia di Berlusconi, contando su un'ulteriore crescita tanto più elevata quanto più duraturo sarà il governo delle larghe intese, ovvero dell'inciucio. Tutto ciò sacrificando il proprio programma, per realizzare il quale ci potrebbe essere terreno fertile nel Parlamento più rinnovato e più di sinistra della storia repubblicana.
Berlusconi tenta di lucrare sul suo appoggio a Bersani per ottenere salvacondotti giudiziari e un Presidente della Repubblica che durerà molto di più, in ogni caso, dell'attuale legislatura. Tanto i fatti dell'ultimo anno hanno dimostrato che il suo zoccolo duro di elettori lo vota qualunque cosa succeda: solo il PD ha ulteriormente da perdere con un governo di coalizione. Peccato che il governo Monti abbia dimostrato che PD+Pdl, tra l'altro senza un "commissariamento" tecnico, non riescano a produrre nulla di buono insieme, bloccati dai veti incrociati.
Stupisce in questo quadro l'assoluto menefreghismo leghista, che dopo una coerente opposizione al governo tecnico è pronta a votare un'operazione assolutamente equivalente. Ormai hanno la Lombardia e del Parlamento, in cui sono rimasti in quattro gatti, poco gliene cale.
Bersani è in mezzo, in una posizione lose-lose. O insegue quelli del microchip o quelli di Ruby. E' il dramma di essere la forza di maggioranza alla Camera (quindi di essere gli unici obbligati a stare al Governo) in un panorama in cui il 50% degli italiani ha scelto forze populiste e inaffidabili. In questo senso la legge elettorale è sciagurata non perché non ha dato la maggioranza al Senato, ma perché l'ha creata alla Camera, riducendo la varietà di combinazioni per arrivare a una maggioranza.
Il Pdl cerca di fare la faccia responsabile. Martedì a Ballarò ho sentito Beatrice Lorenzin apostrofare uno del PD dicedogli "non potete mica correre dietro a quelli che girano per Roma col panino e la telecamerina". Ah sì, invece è meglio correre dietro a quelli che in un'aula del Parlamento della Repubblica hanno votato che Ruby era la nipote di Mubarak.
Perché il Pdl è quel partito che mentre invoca il governo della concordia (con espressione veramente infelice) va a portare i parlamentari in manifestazione al Tribunale di Milano, una cosa mai vista.
Il M5S intanto si prepara a rivaleggiare in ottusità, portando gli eletti alla manifestazione no-TAV in Val di Susa. Intanto però almeno loro non manifestano contro un potere dello Stato.
A questo punto se fossi Bersani ribalterei il tavolo e andrei da Napolitano a dirgli di affidare il mandato a un governo del M5S. Mi dichiarerei disponibile a votare la fiducia a scatola chiusa, chiunque ci sia al governo, chiunque propongano come ministro, perché a quel punto il gioco di Grillo sarebbe alzare il tiro per farsi dire di no e incolpare il PD. Però metterei in chiaro che dopo il primo voto di fiducia nessun altra fiducia sarà votata: da lì in poi si voterà in Parlamento sui singoli provvedimenti, come vuole fare il M5S. Bisogna stanarli e sbugiardarli, rendere palese la loro inadeguatezza.
giovedì 21 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
Verso Pasqua
Ieri sera mi è piaciuto particolarmente un passaggio esposto dal predicatore degli Esercizi Spirituali per gli adulti presso la mia parrocchia.
Padre Emilio stava commentando l'episodio della samaritana (Gv 4, 1-26), e nel suo commento ha parlato della nostra fissazione di doverci presentare davanti a Dio già mondi, già "a posto".
E' la stessa cosa che dice don Pierino quando stigmatizza la nostra pretesa di "salvarci da soli", con le nostre sole forze, senza l'intervento salvifico di Dio.
Questo approccio è sterile, perché salvarci da soli non è nelle nostre forze, nella nostra disponibilità, come non lo è essere perfetti: siamo peccatori, sempre esposti al fallimento.
Trovo una assonanza anche con le parole del Papa all'Angelus, quando ha ricordato che il Signore non si stanca mai di perdonarci, siamo noi che non dobbiamo stancarci di chiedere il perdono. Se ci stanchiamo ci faremo scoraggiare dalle nostre debolezze e imperfezioni, e non andremo da nessuna parte.
Mi sembra un buon viatico da ricordare in vista della Pasqua, la festa del perdono (la salvezza dell'uomo dai suoi peccati tramite la resurrezione dell'Uomo), specialmente per un perfezionista come me.
Padre Emilio stava commentando l'episodio della samaritana (Gv 4, 1-26), e nel suo commento ha parlato della nostra fissazione di doverci presentare davanti a Dio già mondi, già "a posto".
E' la stessa cosa che dice don Pierino quando stigmatizza la nostra pretesa di "salvarci da soli", con le nostre sole forze, senza l'intervento salvifico di Dio.
Questo approccio è sterile, perché salvarci da soli non è nelle nostre forze, nella nostra disponibilità, come non lo è essere perfetti: siamo peccatori, sempre esposti al fallimento.
Trovo una assonanza anche con le parole del Papa all'Angelus, quando ha ricordato che il Signore non si stanca mai di perdonarci, siamo noi che non dobbiamo stancarci di chiedere il perdono. Se ci stanchiamo ci faremo scoraggiare dalle nostre debolezze e imperfezioni, e non andremo da nessuna parte.
Mi sembra un buon viatico da ricordare in vista della Pasqua, la festa del perdono (la salvezza dell'uomo dai suoi peccati tramite la resurrezione dell'Uomo), specialmente per un perfezionista come me.
mercoledì 13 marzo 2013
Benvenuto
La famiglia di Giorgio e Francesca dà il benvenuto a papa Giorgio che sceglie il nome di Francesco. Un Papa di famiglia!
lunedì 11 marzo 2013
Pagine di nulla
Mi diverte molto in questo periodo osservare come le prime 15 pagine dei quotidiani nazionali siano praticamente vuote.
Si scrivono infatti articoli sulle prospettive politiche, quando è chiaro che fino almeno a questo fine settimana (fino all'apertura delle Camere, cioè fino a quando non succederà effettivamente qualcosa) non si parlerà di assolutamente nulla di utile: solo fuffa. Pagine di dichiarazioni, retroscena, l'ennesima tabellina con le date delle scadenze istituzionali, gli appelli degli intellettuali ed editorialisti vari per la governabilità, l'alleanza PD-M5S, la grande intesa. Pagine buone per avvolgere il pesce, si diceva una volta.
Certo che di pesce bisogna comprarne tanto: dopo le pagine sulla politica, la cronaca si apre con il Conclave. Anche qui, paginate di cardinali che non dichiarano nulla (che notizia!), reportage sulle stufe della Sistina, l'ennesima tabellina con le date delle scadenze vaticane, retroscena curiali, opinioni di vaticanisti, laici, religiosi di destra e di sinistra.
Personalmente, da questo blog non ci saranno commenti finché non succederà davvero qualcosa.
Per la cronaca, sono curioso di vedere a che pagina finirà la vera notizia di oggi, cioè che un governo in carica solo per gli affari correnti decide che i nostri marò non torneranno in India. Monti (tramite Terzi) si prende una bella responsabilità.
Si scrivono infatti articoli sulle prospettive politiche, quando è chiaro che fino almeno a questo fine settimana (fino all'apertura delle Camere, cioè fino a quando non succederà effettivamente qualcosa) non si parlerà di assolutamente nulla di utile: solo fuffa. Pagine di dichiarazioni, retroscena, l'ennesima tabellina con le date delle scadenze istituzionali, gli appelli degli intellettuali ed editorialisti vari per la governabilità, l'alleanza PD-M5S, la grande intesa. Pagine buone per avvolgere il pesce, si diceva una volta.
Certo che di pesce bisogna comprarne tanto: dopo le pagine sulla politica, la cronaca si apre con il Conclave. Anche qui, paginate di cardinali che non dichiarano nulla (che notizia!), reportage sulle stufe della Sistina, l'ennesima tabellina con le date delle scadenze vaticane, retroscena curiali, opinioni di vaticanisti, laici, religiosi di destra e di sinistra.
Personalmente, da questo blog non ci saranno commenti finché non succederà davvero qualcosa.
Per la cronaca, sono curioso di vedere a che pagina finirà la vera notizia di oggi, cioè che un governo in carica solo per gli affari correnti decide che i nostri marò non torneranno in India. Monti (tramite Terzi) si prende una bella responsabilità.
martedì 5 marzo 2013
Caso di scuola
Una ragazza che conosco mi ha riportato il seguente caso.
La sua professoressa di matematica è incinta ed è andata in maternità.
La scuola si è attivata per sostituirla. La ricerca è stata un po' difficoltosa, a quanto pare, ma dopo tre settimane di posto vacante a dicembre è arrivato un supplente.
A gennaio l'insegnante se ne va perché - secondo le informazioni arrivate - avrebbe trovato un posto più vicino a casa e si sarebbe trasferito.
La scuola chiama una terza insegnante. Questa viene per due lezioni, e la terza si presenta solamente per annunciare alla classe che è incinta e dalla lezione successiva sarebbe stata in maternità.
La scuola, cerca cerca, alla fine affida fino a termine dell'anno la cattedra ad una ragazza che insegnava informatica in una scuola professionale, e che viene messa a insegnare matematica in una quarta liceo. Questa ragazza aveva seguito una componente della classe per delle lezioni private di matematica al I e II anno, poi al terzo anno le aveva detto che non era più in grado di seguirla perché gli argomenti stavano diventando troppo difficili.
Ricapitolando:
Ecco qui uno spaccato di scuola pubblica che funziona. Male. Le protezioni e i paracadute di cui godono gli insegnanti pubblici andrebbero ribaltati da cima a fondo, a allora potremo parlare di stipendi.
La sua professoressa di matematica è incinta ed è andata in maternità.
La scuola si è attivata per sostituirla. La ricerca è stata un po' difficoltosa, a quanto pare, ma dopo tre settimane di posto vacante a dicembre è arrivato un supplente.
A gennaio l'insegnante se ne va perché - secondo le informazioni arrivate - avrebbe trovato un posto più vicino a casa e si sarebbe trasferito.
La scuola chiama una terza insegnante. Questa viene per due lezioni, e la terza si presenta solamente per annunciare alla classe che è incinta e dalla lezione successiva sarebbe stata in maternità.
La scuola, cerca cerca, alla fine affida fino a termine dell'anno la cattedra ad una ragazza che insegnava informatica in una scuola professionale, e che viene messa a insegnare matematica in una quarta liceo. Questa ragazza aveva seguito una componente della classe per delle lezioni private di matematica al I e II anno, poi al terzo anno le aveva detto che non era più in grado di seguirla perché gli argomenti stavano diventando troppo difficili.
Ricapitolando:
- La prima insegnante, quella di ruolo, va in maternità: bene, auguri e figli maschi, felicitazioni, è un suo sacrosanto diritto.
- Nel caso del secondo insegnante: si può mollare una cattedrà già accettata così di punto in bianco? Non dovrebbero esserci delle sanzioni? Una decurtazione del punteggio? Non è una mancanza di correttezza nei confronti dell'impegno già preso nei confronti di una classe? Le regole non dovrebbero permettere ciò: se si inizia un anno lo si finisce, se non per cause di forza maggiore.
- Ma il caso più scandaloso è il terzo. E' una presa in giro. Va bene il diritto alla maternità, ma qui si parla di una supplente che ha cercato e preso la cattedra a metà anno sapendo di essere incinta. In pratica per farsi pagare la maternità dallo Stato. Questo non dovrebbe essere permesso: un'insegnate incinta non dovrebbe essere eleggibile per delle supplenze che durino più di un mese. Il diritto di 20 alunni prevale sul diritto della singola docente (non di ruolo). Biognerebbe almeno azzerare il punteggio a chi si comporta così.
- E la quarta è probabilmente una persona che avrà maturato i titoli abilitanti all'insegnamento ai tempi di qualche università tecnica, ma che non aveva mai nemmeno considerato di mettersi ad insegnare matematica in un liceo scientifico. Anche qui: bene i titoli, sicuramente ora si impegnerà a ripassare e si rimetterà al passo, ma qualche metodo meno automatico no?
Ecco qui uno spaccato di scuola pubblica che funziona. Male. Le protezioni e i paracadute di cui godono gli insegnanti pubblici andrebbero ribaltati da cima a fondo, a allora potremo parlare di stipendi.
mercoledì 27 febbraio 2013
Di ritorno
Di ritorno da un quattro giorni elettorale ai seggi, subito un'impressione: nel mio seggio due scrutatori su quattro mi hanno chiesto il permesso per il lavoro, e a occhio anche negli altri seggi la percentuale è la stessa.
Con i chiari di luna che girano, non sarebbe stato meglio chiamare a fare gli scrutatori (cioè a prendere 170€) dei disoccupati e/o cassintegrati, ancora prima dei molti studenti, ma soprattutto prima di gente che un lavoro ce l'ha?
Il Comune ha appena stilato una graduatoria di richieste per lavori da pagare con voucher. Si poteva pescare da questa, visto che gli scrutatori non sono più estratti a sorte ma scelti dalla commissione elettorale comunale. Invece mi pare che abbia prevalso la logica delle appartenenze, e le facce sono sempre le stesse.
Sul voto, ho trovato scritto bene perché ho votato Albertini e perché Maroni sarà una delusione.
Con i chiari di luna che girano, non sarebbe stato meglio chiamare a fare gli scrutatori (cioè a prendere 170€) dei disoccupati e/o cassintegrati, ancora prima dei molti studenti, ma soprattutto prima di gente che un lavoro ce l'ha?
Il Comune ha appena stilato una graduatoria di richieste per lavori da pagare con voucher. Si poteva pescare da questa, visto che gli scrutatori non sono più estratti a sorte ma scelti dalla commissione elettorale comunale. Invece mi pare che abbia prevalso la logica delle appartenenze, e le facce sono sempre le stesse.
Sul voto, ho trovato scritto bene perché ho votato Albertini e perché Maroni sarà una delusione.
venerdì 22 febbraio 2013
Cosa voterò, e perché, alle regionali
Per le elezioni regionali, il discorso è per me più semplice, e non può che partire dal giudizio sull'operato dell'amministrazione precedente. Amministrazione che si è dipanata lungo 17 anni.
Il giudizio è negativo sulla persona di Formigoni, che non ha saputo imporsi un senso del limite e ha finito per perdersi in una sorta di delirio d'onnipotenza. La vicenda dimostra come le situazioni di potere a lungo andare tendano in ogni caso a corrompersi, come i freni personali di fronte alle tentazioni man mano si lascino andare, come ci sia bisogno quindi di un ricambio ben calibrato e periodico. Mi sembra uno spot evidente a favore di limiti temporali ad ogni carica.
Il giudizio sull'operato politico, sul "sistema" implementato è invece più positivo. Penso che solo in malafede si possa sostenere che in Lombardia oggi si vive male, o si sta peggio di 17 anni fa. Inoltre una parte di quel sistema incontra il mio favore anche come impostazione di principi, in primis l'ampia sussidiarietà inoculata, e non parliamo solo della sanità o delle scuole private, ma anche del terzo settore tutto: a Ospitaletto abbiamo il caso della Fraternità, che conosciamo bene.
Riguardo la sanità, male, malissimo la lottizzazione dei primari: chi tra i partiti è senza peccato scagli la prima pietra, ma la lunga durata del potere Formigoni-CL ha incancrenito la situazione. Bene però l'organizzazione generale della sanità: io ci ho avuto a che fare e sono stato molto soddisfatto della mia completa libertà di scelta.
Riguardo la scuola, mi sembra che il metodo del buono scuola sia in principio corretto, anche se andrebbe valutata la progressività dei contributi. Però finanziare le famiglie permette di non finanziare direttamente i diplomifici: se la famiglia vorrà mandare il figlio (asino) in una scuola dove non impara nulla sarà una scelta sua, qui il problema diventa il valore legale del titolo di studio, che non è più competenza regionale.
Alla luce di questa premessa, è necessario un ricambio di uomini e di partiti, ma non di sistema. Questo spinge a votare Albertini, che proviene dal centrodestra ma ha avuto il coraggio di una rottura. Qui il suo programma (un'idea che era venuta anche a me è quella sui ticket progressivi per reddito e il contributo per i primi 10 giorni di degenza: ehi, uno che scrive che aumenta i ticket in un programma!).
Maroni non mi convince né per il suo partito (la Lega), che non ho mai apprezzato, né per la campagna elettorale abbastanza spudorata, specie sulla storia del 75% di tasse in regione (una grossa bufala), né per l'"impareggiabile continuità" con Formigoni, che resterebbe commissario all'Expo.
Ambrosoli gioca invece la sua campagna su "un'altra Lombardia", in discontinuità anche politica con la gestione Formigoni. Lui è sicuramente una brava persona, e se sarà eletto governerà potrà governare bene. Però il suo curriculum non mostra alcuna esperienza amministrativa, e - se mi posso permettere - nessun motivo particolare per essere scelto per una delle cariche più importanti d'Italia (governare la Lombardia è probabilmente più importante che fare il ministro). Probabilmente ci saranno state molte altre persone con un curriculum equivalente.
E allora il sospetto è che Ambrosoli sia lì per il cognome, come Rita Borsellino alle regionali siciliane di qualche anno fa. Queste scelte spot, in cui spesso cade il centrosinistra, mi danno veramente fastidio: non lo voterò.
Infine, alle regionali c'è anche la possibilità di esprimere la preferenza: io adotterò il voto disgiunto e, pur sostenendo Albertini come presidente, voterò Michele Busi, persona che conosco e stimo grandemente.
Il giudizio è negativo sulla persona di Formigoni, che non ha saputo imporsi un senso del limite e ha finito per perdersi in una sorta di delirio d'onnipotenza. La vicenda dimostra come le situazioni di potere a lungo andare tendano in ogni caso a corrompersi, come i freni personali di fronte alle tentazioni man mano si lascino andare, come ci sia bisogno quindi di un ricambio ben calibrato e periodico. Mi sembra uno spot evidente a favore di limiti temporali ad ogni carica.
Il giudizio sull'operato politico, sul "sistema" implementato è invece più positivo. Penso che solo in malafede si possa sostenere che in Lombardia oggi si vive male, o si sta peggio di 17 anni fa. Inoltre una parte di quel sistema incontra il mio favore anche come impostazione di principi, in primis l'ampia sussidiarietà inoculata, e non parliamo solo della sanità o delle scuole private, ma anche del terzo settore tutto: a Ospitaletto abbiamo il caso della Fraternità, che conosciamo bene.
Riguardo la sanità, male, malissimo la lottizzazione dei primari: chi tra i partiti è senza peccato scagli la prima pietra, ma la lunga durata del potere Formigoni-CL ha incancrenito la situazione. Bene però l'organizzazione generale della sanità: io ci ho avuto a che fare e sono stato molto soddisfatto della mia completa libertà di scelta.
Riguardo la scuola, mi sembra che il metodo del buono scuola sia in principio corretto, anche se andrebbe valutata la progressività dei contributi. Però finanziare le famiglie permette di non finanziare direttamente i diplomifici: se la famiglia vorrà mandare il figlio (asino) in una scuola dove non impara nulla sarà una scelta sua, qui il problema diventa il valore legale del titolo di studio, che non è più competenza regionale.
Alla luce di questa premessa, è necessario un ricambio di uomini e di partiti, ma non di sistema. Questo spinge a votare Albertini, che proviene dal centrodestra ma ha avuto il coraggio di una rottura. Qui il suo programma (un'idea che era venuta anche a me è quella sui ticket progressivi per reddito e il contributo per i primi 10 giorni di degenza: ehi, uno che scrive che aumenta i ticket in un programma!).
Maroni non mi convince né per il suo partito (la Lega), che non ho mai apprezzato, né per la campagna elettorale abbastanza spudorata, specie sulla storia del 75% di tasse in regione (una grossa bufala), né per l'"impareggiabile continuità" con Formigoni, che resterebbe commissario all'Expo.
Ambrosoli gioca invece la sua campagna su "un'altra Lombardia", in discontinuità anche politica con la gestione Formigoni. Lui è sicuramente una brava persona, e se sarà eletto governerà potrà governare bene. Però il suo curriculum non mostra alcuna esperienza amministrativa, e - se mi posso permettere - nessun motivo particolare per essere scelto per una delle cariche più importanti d'Italia (governare la Lombardia è probabilmente più importante che fare il ministro). Probabilmente ci saranno state molte altre persone con un curriculum equivalente.
E allora il sospetto è che Ambrosoli sia lì per il cognome, come Rita Borsellino alle regionali siciliane di qualche anno fa. Queste scelte spot, in cui spesso cade il centrosinistra, mi danno veramente fastidio: non lo voterò.
Infine, alle regionali c'è anche la possibilità di esprimere la preferenza: io adotterò il voto disgiunto e, pur sostenendo Albertini come presidente, voterò Michele Busi, persona che conosco e stimo grandemente.
Iscriviti a:
Post (Atom)