Quindi abbiamo tolto il ballottaggio, che era l'uovo di colombo della legge in questione, e con esso la possibilità di mettere alla prova il M5S al governo con una maggioranza blindata alla Camera ma senza maggioranza al Senato (come il PD ora).
Ci terremo il proporzionale, le coalizioni accozzaglia in un'unica lista per cercare di avvicinare il 40% del premio, il M5S all'opposizione per sempre a urlare, l'"è colpa degli alleati che non mi lasciano lavorare".
Affarone!
giovedì 26 gennaio 2017
martedì 17 gennaio 2017
Il Maestro de che?
Ho appena finito di leggere Il maestro e Margherita.
Veramente brutto. uno dei libri più deludenti - in proporzione alle attese - che abbia mai letto. E sì che lo descrivono come un capolavoro...
Sconclusionato, assurdo, senza alcuna spiegazione.
Due settimane di lettura buttate.
Veramente brutto. uno dei libri più deludenti - in proporzione alle attese - che abbia mai letto. E sì che lo descrivono come un capolavoro...
Sconclusionato, assurdo, senza alcuna spiegazione.
Due settimane di lettura buttate.
mercoledì 11 gennaio 2017
venerdì 23 dicembre 2016
Il Natale delle lamentazioni
Lamentazione numero 1, su Roma e dintorni.
Lamentazione numero 2, su economia e dintorni.
Affidiamo alla Provvidenza che viene (rectius: è venuta) il nostro mondo, e l'uomo, affinché renda più pienamente umano il mondo stesso.Cerchiamo di imparare da quello che ci dice la realtà, di prendere il giusto insegnamento dalle cose brutte che ci stanno capitando.
Buon Natale!
Lamentazione numero 2, su economia e dintorni.
Affidiamo alla Provvidenza che viene (rectius: è venuta) il nostro mondo, e l'uomo, affinché renda più pienamente umano il mondo stesso.Cerchiamo di imparare da quello che ci dice la realtà, di prendere il giusto insegnamento dalle cose brutte che ci stanno capitando.
Buon Natale!
lunedì 5 dicembre 2016
La scelta, prima e dopo
Alla fine ho votato No.
Ho deciso tra sabato e domenica, con un criterio diverso da quello che avevo pensato in precedenza: ho pensato a lungo termine.
Nel breve termine avrei preferito il sì, ci sarebbero stati certamente alcuni vantaggi (ed è per questo che sto odiando ciò che succede in queste ore). Ma sarebbero stati di corto respiro.
Nel lungo periodo, ho pensato che la riforma va in direzione di una società più centralizzata e più "disintermediata". Secondo me non è la direzione giusta, anche per il percorso educativo che sto compiendo per me e per gli altri che incontro con la pastorale sociale.
Se sul centralismo avevo già i miei dubbi prima, ho realizzato che la riforma così concepita del bicameralismo perfetto andava nella direzione di una diminuzione dei corpi intermedi (Senato, diminuzione del ruolo dei partiti in relazione agli elettori), mentre io credo che nella democrazia rappresentativa e sussidiaria.
Intendiamoci, nessun rischio a breve termine, ma a lungo andare la riforma disegna una società che secondo me è più esposta ai rischi del populismo, già adesso così forte. L'intermediazione secondo me permette potenzialmente pesi e contrappesi, permette un approccio più graduale alla politica e richiede una partecipazione più responsabile della democrazia diretta.
Ricordando che "il tempo è superiore allo spazio" (Evangelii Gaudium) ho preferito pensare a lungo termine.
Ho deciso tra sabato e domenica, con un criterio diverso da quello che avevo pensato in precedenza: ho pensato a lungo termine.
Nel breve termine avrei preferito il sì, ci sarebbero stati certamente alcuni vantaggi (ed è per questo che sto odiando ciò che succede in queste ore). Ma sarebbero stati di corto respiro.
Nel lungo periodo, ho pensato che la riforma va in direzione di una società più centralizzata e più "disintermediata". Secondo me non è la direzione giusta, anche per il percorso educativo che sto compiendo per me e per gli altri che incontro con la pastorale sociale.
Se sul centralismo avevo già i miei dubbi prima, ho realizzato che la riforma così concepita del bicameralismo perfetto andava nella direzione di una diminuzione dei corpi intermedi (Senato, diminuzione del ruolo dei partiti in relazione agli elettori), mentre io credo che nella democrazia rappresentativa e sussidiaria.
Intendiamoci, nessun rischio a breve termine, ma a lungo andare la riforma disegna una società che secondo me è più esposta ai rischi del populismo, già adesso così forte. L'intermediazione secondo me permette potenzialmente pesi e contrappesi, permette un approccio più graduale alla politica e richiede una partecipazione più responsabile della democrazia diretta.
Ricordando che "il tempo è superiore allo spazio" (Evangelii Gaudium) ho preferito pensare a lungo termine.
Rassegna stampa post referendum
Blog di Beppe Grillo, 28 aprile 2015
Corriere della Sera, 16 settembre 2016
Blog di Beppe Grillo, 4 dicembre 2016
Cuore, 8 aprile 1991
Corriere della Sera, 16 settembre 2016
Blog di Beppe Grillo, 4 dicembre 2016
Cuore, 8 aprile 1991
venerdì 25 novembre 2016
Ragionamenti sul referendum (4)
(Prosegue da qui, qui e qui)
Infine, dopo aver passato i rassegna le modifiche più grandi e influenti della legge elettorale, valutiamo le altre modifiche: la nuova modalità di elezione del Presidente della Repubblica e le nuove forme di consultazione popolare. Credo che l'abolizione del CNEL non sia messa in discussione da alcuno, e anche io non la tratterò, pur essendo dell'idea che l'intenzione dei costituenti fosse buona e che sia stato sbagliato solo il funzionamento. A epitaffio, ricordiamo che al CNEL si deve l'istituzione del Sistema Sanitario Nazionale.
Infine, dopo aver passato i rassegna le modifiche più grandi e influenti della legge elettorale, valutiamo le altre modifiche: la nuova modalità di elezione del Presidente della Repubblica e le nuove forme di consultazione popolare. Credo che l'abolizione del CNEL non sia messa in discussione da alcuno, e anche io non la tratterò, pur essendo dell'idea che l'intenzione dei costituenti fosse buona e che sia stato sbagliato solo il funzionamento. A epitaffio, ricordiamo che al CNEL si deve l'istituzione del Sistema Sanitario Nazionale.
Caso migliore a Costituzione vigente
Nel caso ideale, i parlamentari riconoscono l'importanza di avere un Presidente della Repubblica condiviso e super partes e lo eleggono sempre ad ampia maggioranza (cosa in effetti già successa nella storia) senza bisogno di quorum aumentati.
Per quanto riguarda invece le leggi di iniziativa popolare, i parlamentari si fanno attenti interpreti delle proposte e portano in Aula tutte quelle accettabili per la discussione, badando che il loro filtro sia limitato allo stretto indispensabile.
I referendum trovano una ampia partecipazione popolare e forze politiche mature non approfittano del quorum per farli fallire.
L'indirizzo popolare ai lavori parlamentari avviene tramite i corpi intermedi, i partiti e nel contatto diretto tra elettori e deputati.
Per quanto riguarda invece le leggi di iniziativa popolare, i parlamentari si fanno attenti interpreti delle proposte e portano in Aula tutte quelle accettabili per la discussione, badando che il loro filtro sia limitato allo stretto indispensabile.
I referendum trovano una ampia partecipazione popolare e forze politiche mature non approfittano del quorum per farli fallire.
L'indirizzo popolare ai lavori parlamentari avviene tramite i corpi intermedi, i partiti e nel contatto diretto tra elettori e deputati.
Caso migliore a Costituzione riformata
Anche
in questo caso i parlamentari eleggono un Presidente ampiamente
condiviso, senza nemmeno bisogno di arrivare agli scrutini con un quorum più basso.
Le leggi di iniziativa popolare vengono normate in maniera rapida e altrettanto rapidamente trovano una calendarizzazione nei lavori dell'Aula ed una discussione non preconcetta.
I referendum - se importanti - raccolgono una ampia partecipazione popolare sia nella raccolta di firme che nella votazione; così come i referendum propositivi e di indirizzo.
Le leggi di iniziativa popolare vengono normate in maniera rapida e altrettanto rapidamente trovano una calendarizzazione nei lavori dell'Aula ed una discussione non preconcetta.
I referendum - se importanti - raccolgono una ampia partecipazione popolare sia nella raccolta di firme che nella votazione; così come i referendum propositivi e di indirizzo.
In questo caso ottimisitico le modifiche sono pressoché ininfluenti per le materie già previste dall'attuale Costituzione, visto che le clausole di garanzia pensate dalla riforma non scatterebbero mai; ma la nuova Costituzione si fa preferire per gli istituti di nuova introduzione.
Caso peggiore a Costituzione vigente
Nel
caso peggiore, oggi la Costituzione fa sì che una qualsiasi maggioranza
possa forzare dal quarto scrutinio l'elezione di un suo candidato
Presidente, magari impresentabile, e non c'è possibilità di impedirlo.
Sempre nel caso peggiore le leggi di iniziativa popolare sono sistematicamente trascurate ed ignorate, così come gli esiti dei referendum abrogativi, quando questi non sono svuotati da campagne che puntano ad abbassare la partecipazione.
Sempre nel caso peggiore le leggi di iniziativa popolare sono sistematicamente trascurate ed ignorate, così come gli esiti dei referendum abrogativi, quando questi non sono svuotati da campagne che puntano ad abbassare la partecipazione.
Caso peggiore a Costituzione riformata
Con
la nuova Costituzione, invece, il caso peggiore probabilmente è quello
in cui il Presidente della Repubblica non venga eletto per lungo tempo,
per via del quorum rafforzato. Volendo essere proprio diabolici
si potrebbe pensare che una maggioranza possa anche non accordarsi mai
con l'opposizione su alcun nome per poter così avere il controllo delle
funzioni presidenziali tramite il supplente, ovvero il presidente della
Camera, eletto a maggioranza semplice. Non mi è chiaro se in questo caso
i lavori parlamentari sarebbero completamente paralizzati o se
potrebbero continuare "intercalati" tra gli scrutini.
I referendum propositivi e le leggi di iniziativa popolare potrebbero attendere per anni i regolamenti attuativi. Una volta predisposti, c'è il rischio che le leggi di iniziativa popolare siano sempre posticipate e comunque bocciate; mentre c'è il rischio che i referendum propositivi siano disattesi in quanto non vincolanti, oppure
I referendum propositivi e le leggi di iniziativa popolare potrebbero attendere per anni i regolamenti attuativi. Una volta predisposti, c'è il rischio che le leggi di iniziativa popolare siano sempre posticipate e comunque bocciate; mentre c'è il rischio che i referendum propositivi siano disattesi in quanto non vincolanti, oppure
utilizzati da frange populiste per pressioni con proposte irrealizzabili (uscita dall'Euro?).
I referendum abrogativi potrebbero non realizzare mai il livello di firme rafforzato necessario per un quorum abbassato.
I referendum abrogativi potrebbero non realizzare mai il livello di firme rafforzato necessario per un quorum abbassato.
In questi due casi è difficile scegliere tra un possibile farabutto alla Presidenza o un'impasse paralizzante. Invece credo che le modifiche sugli istituti di democrazia diretta possano introdurre qualche possibilità in più rispetto alla Costituzione vigente.
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