domenica 26 dicembre 2021

Natale, il bene nascosto

E' nato, anche quest'anno.

Per qualche tempo, non si sa quanto (qualche ora, duemila anni fa; due settimane, oggi), fino all'arrivo dei Magi, il bene più grande (ci è stato dato un figlio, Is 9,5) resta nascosto. E così ancora per trent'anni.

Anche oggi, il bene che sostiene il mondo è in massima parte nascosto.

Il bene dei genitori che crescono i figli, gratuitamente.
Il bene dei figli che assistono i genitori anziani, gratuitamente.
Il bene gratuito che si fa ma non si sa. La foresta che cresce.

Mi è capitato di entrare in contatto, di sfiorare un po' di questo bene.

E' veramente questo che sostiene il mondo.

Buon Natale, buona festa della Santa Famiglia.

martedì 21 dicembre 2021

Un'altra cosa

Qualche giorno fa è arrivata la notizia che il certificato verde sarà sospeso a chi risulta positivo al Covid.

Lì per lì mi sono stupito che non fosse già così. Dovrebbe essere ovvio, no? Se sei malato non puoi avere l'autorizzazione a girare.

Però, leggiucchiando qua e là, mi sono accorto che non è così ovvio.

Intanto, un positivo già prima di questo provvedimento, di legge, era tenuto all'isolamento. Questo provvedimento serve solo nel caso che voglia "barare", e per questo - fatti salvi i dubbi tecnici sulla tempestività di revoca e riattivazione - il provvedimento è senz'altro utile.

Però è un altro passo nella direzione della metamorfosi del green pass.

Nato come strumento europeo per garantire una maggiore libertà di circolazione, è presto diventato qualcos'altro. E' diventato uno strumento di politica vaccinale, per spingere le vaccinazioni; e uno strumento per restringere l'accesso a certi servizi.

Ora si certifica che il green pass è inteso come una specie di "certificato di buona e robusta costituzione", un certificato di sanità, di non pericolosità. Assunzioni, queste, piuttosto peregrine alla luce del calo di immunità dato dall'invecchiamento dei vaccini (ricordiamo che il pass vale per ora ancora nove mesi, troppi in rapporto all'efficacia vaccinale) e dal fatto che comunque anche i vaccinati possono ammalarsi, contagiare e finire in ospedale, seppure molto meno che i non vaccinati - staremo poi a vedere cosa succederà quando arriverà la variante omicron.

Fino a ieri il certificato verde era una certificazione di cose avvenute in passato, non dello stato attuale. Ti fai un vaccino, ti arriva un certificato.
Ora, anche se la condizione di accesso al green pass è sempre la stessa (farsi il vaccino), il green pass va e viene.

E' decisamente diventato un'altra cosa.

lunedì 13 dicembre 2021

Il principe d'Egitto

Sabato mi è capitato di vedere Il principe d'Egitto, il cartone animato.
Non l'avevo mai visto prima.

E niente, wow!

Da non credere che sia del secolo scorso. Che roba!
E' bellissimo come vengono rese le situazioni più scabrose, come la morte dei primogeniti.
La parte del sogno in stile egizio è altrettanto bella.
Ma pure gli "effetti speciali" sono fantastici, per essere del 1998.

Non mi sembra un film prettamente per bambini, molte parti sono ombrose, spesso la luce proviene volontariamente dalle spalle dei protagonisti.
E che colonna sonora!

Non so se oggi sarebbe prodotto, un film con tale connotazione fortemente religiosa. Forse non sarebbe politicamente corretto. Non so se una canzone come When you believe vincerebbe l'Oscar.

Ma, al di là di tutto, wow!

mercoledì 1 dicembre 2021

Messi, ancora

Per il Pallone d'Oro, intendo.

Il settimo, il secondo meno meritato, dopo quello del 2010 (scandaloso che non sia andato a Iniesta, marcatore in finale mondiale vinta e simbolo di una Spagna epocale)

Si dice: "eh, ha vinto la Copa America".
Intanto non mi pare che la Copa America sia mai stata decisiva per l'assegnazione (chi si ricorda le edizioni consecutive vinte dal Cile?), ma più in generale nella storia del Pallone d'Oro non si premia la squadra, se non ai Mondiali.

Anche perché una volta l'Europeo era una cosa ben più piccola di adesso, la Coppa dei Campioni era una cosa grande ma non come la Champions (se non altro perché con una squadra per Paese certi anni si aveva la sensazione che le squadre più forti non fossero in Coppa Campioni), l'unica vittoria che veramente spostava la valutazione era il Mondiale ogni 4 anni. E solo vincerlo, non arrivare in finale (citofonare Baggio 1994).

Infatti tutti i vincitori del premio negli anni in cui un'europea ha vinto il Mondiale erano i giocatori simbolo di quella squadra, compresi premi discutibili come Rossi 1982 (che non aveva giocato mezza stagione) e Cannavaro 2006. Unica eccezione il 1974, quando Cruijff fu premiato per un'incollatura sopra Beckenbauer campione d'Europa di club e del mondo, ma si sa, il Kaiser era un difensore e quell'Olanda era speciale.
Questa tradizione si è rotta nel già citato 2010, quando il Pallone d'Oro ha inziato la sua china mediatica di appiattimento sul duo delle meraviglie CR7-Messi.

Al Pallone d'Oro mancano quelli che una volta erano gli anni dei mondiali vinti dalle sudamericane, in cui ci si trovava spiazzati e saltavano fuori nomi un po' a sorpresa, Keegan, Belanov, Masopust, Stoichkov (che comunque era il capocannoniere dei Mondiali, e con la Bulgaria, non con l'Italia... premio per me meritato).

Nel basket di fronte a un giocatore chiaramente più forte (Michael Jordan) a un certo punto si decise di dare per "scontato" che il migliore era lui, ma premiare come MVP altri autori di stagioni notevoli (Barkley, Malone).
Nel calcio, con un decennio in cui i giocatori più forti sono stati indiscutibilmente due, invece di diversificare come in NBA si sono premiati sempre loro.
Creando un'immagine che si autoperpetua.

Se anche negli anni in cui non c'è un vincitore evidente (tipo questo 2021) invece di sparigliare come storicamente succedeva si premia la fama, allora il premio ne perde.
Comunque è un premio che serve solo a far discutere i tifosi, e ci riesce benissimo :-)

venerdì 19 novembre 2021

Testimonianza dal Palazzo

Sebbene non ne avessi avuto l’intenzione, nel 2017 mi fu proposto di ricandidarmi in Parlamento ma decisi di non farlo. La decisione la maturai una domenica che andai alla stazione di Rho per fare il biglietto del treno per il giorno dopo. Il bigliettaio, con in mano il mio tesserino, mi chiamò per nome “On. Quintarelli”. Non l’avesse mai fatto! Dopo poco le persone in coda presero a spintonarmi e a sputarmi addosso e me ne andai senza biglietto (andai a farlo in stazione centrale). Non ero forse il recordman di assenze e di cambio casacche ?

Segnalo questo bellissimo resoconto di un'esperienza in Parlamento, nella macchina pubblica di più alto livello.

Bellissimo, fino alla conclusione triste che ho riportato sopra.

Persone così vanno solo ringraziate. E non solo le persone così, in generale i politici sono molto più vilipesi di quel che meriterebbero (certe volte lo meritano, sia chiaro!).

(il titolo del post richiama questo, più o meno dello stesso tipo, di anni fa)

martedì 16 novembre 2021

Gli ultimi preti

Negli scorsi articoli sulla politica mi è capitato di accennare di passaggio alla crisi vocazionale dei sacerdoti.

Metto per iscritto una cosa che penso da un po', ma che da qualche tempo mi ritorna in mente spesso: quando avremo veramente pochi preti, il loro posto sarà negli ospedali e nelle carceri.

Tra i totalmente incolpevoli e i totalmente colpevoli. Tra chi non se lo meritava proprio e chi se la merita tutta.
Perché il Vangelo è gratuità, è slegato dal merito, perché se pensassimo al merito nessuno di noi si salverebbe.

C'è qualcosa di profondo, in questa connessione del male con il bene.
Il male confina, col bene, in un certo senso. Oppure: il male dà la possibilità di fare del bene grande.

Il perdono viene dopo un male.
Tra le onorificenze proposte da Mattarella, tante riguardano gli ammalati (qui a Brescia conosciamo bene Astutillo Malgioglio).
Per esperienza personale, so che una delle esperienze di Vangelo più forti l'ho vissuta durante il mio breve periodo di (minimo) volontariato in carcere.

E' grandiosa questa capacità di Dio di scrivere dritto su righe storte, utilizzando le mani degli uomini.

sabato 13 novembre 2021

Cattolici in politica, meno che mai

Faccio seguito al mio precedente post sulla questione del rapporto tra cattolici e politica - che nel frattempo è finito su Voce Amica.
Scrivevo:

tutte le ricerche mostrano che il comportamento degli elettori cattolici non si discosta in media da quello dell'elettorato in generale.

Avevo in mente ricerche come questa, che citai a suo tempo, ma ce ne sono molte e tendenzialmente univoche. L'essere cristiani non è un tratto distintivo nella cabina elettorale, ovvero non c'è più una particolarità cristiana per la politica.

Devo correggere parzialmente questa idea: essa è valida e vera dalla parte dell'elettorato attivo.

Se pensiamo all'elettorato passivo, mi è venuto in mente che entrambi gli ultimi Parlamenti avevano stabilito dei primati quanto a età, presenza femminile, ricambio. Questo in seguito agli exploit del M5S e (per il 2013) alla pattuglia di "civici" montiani.
Ebbene: quanti cattolici sono entrati in Parlamento? Quanti giovani politici visibilmente cattolici ci sono tra queste matricole?

A me non ne viene in mente nessuno.

Se i cattolici votano come la popolazione generale, sembra che si candidino ancora meno.
Una disaffezione, un rifiuto che interpella le scelte e l'atteggiamento della Chiesa negli ultimi decenni (senza dimenticare le responsabilità storiche dei politici cattolici, che però ormai datano decenni addietro).

Serve un partito cattolico, dirà qualcuno. Però non si può non notare che alcuni ci hanno provato, tra varie sigle popolari, democristiane, centriste, dai vari spezzoni dell'UDC alle peregrinzioni di Rotondi, da Lupi a Mauro, da Lorenzin a Demos.
Nelle urne, questi progetti sono sempre risultati marginali. E qui si torna al sostanziale disinteresse dell'elettorato cattolico per un voto che sia "cattolico".

Ma se non ha funzionato il partito (la "trappola del contenitore", la chiama Roberto Rossini sull'ultima Voce del popolo), non ha funzionato neppure l'essere "lievito" nelle parti, come si è detto più volte nella diaspora.

Il partito più giovane, quello nuovo, non è fecondato per nulla del pensiero cristiano.
Un po' per "colpa sua", in effetti in origine aveva modi e istanze molto poco compatibili con questo, ma è poi così vero? L'attenzione alla povertà e all'ambiente non sono così distanti, tant'è vero che Caritas e Alleanza contro la povertà (di cui lo stesso Rossini è portavoce) si sono espresse a favore del cosiddetto reddito di cittadinanza.

Ma un po' anche per "colpa" dei cristiani, che ormai gravitano così lontano dall'agire politico (leggi: dalle candidature, ma anche da tutte le strade nei corpi intermedi che alla fine possono sboccare in una candidatura) che finiscono per essere completamente assenti da quel tipo di ambienti, perciò quando si creano movimenti e - prosaicamente - si scrivono le liste non ce n'è nessuno nei paraggi.
La rappresentanza è affidata quindi a "portabandierina" (nel senso: gente che serve a piantare una bandierina) come Pillon.