Se oggi dovessi suggerire un film sul fondamentalismo, suggerirei Agorà di Amenabar.
Al di là delle discussioni sulla storicità del film, che resta un'opera di fantasia e non un documentario e che comunque racconta di un personaggio (la filosofa neoplatonica Ipazia) su cui le fonti dirette dicono pochissimo, la pellicola è interessante. Ci sono parecchi elementi che danno da pensare, specialmente a una seconda visione, che superi la prima impressione sui cristiani cattivi e intolleranti contro una donna "illuminista".
I parabolani presentano le due facce dei fondamentalisti: quella caritatevole, di fede vera e profonda ("Questo è il vero miracolo!", dice Ammonio a Davo riferendosi alla distribuzione del pane) e quella di soldati di Dio, con l'invocazione di un concetto molto medioevale come quello del "giudizio di Dio" (sempre Ammonio dice a Davo che se loro sono ancora vivi dopo le battaglie che combattono è perché Dio li protegge e quello che stanno facendo - uccidere gil ebrei - incontra il suo favore).
La figura di Cirillo d'Alessandria incarna il tipico "cattivo maestro", che non incita mai esplicitamente alla violenza, ma propone le sue catechesi "estremiste" invita poi i parabolani a trarre le conseguenze.
Si noti anche il continuo richiamo alla lettera della Scrittura, senza interpretazione o visione globale. Ricorda qualcosa, vero?
Si apprezza anche il fatto che le violenze dei parabolani (prima contro i pagani, poi contro gli ebrei) sono sempre causate da un attacco precedente. Insomma, sembra che i parabolani abbiano qualcosa dello Statodi Israele di oggi, che spesso ha reazioni sproporzionate all'offesa.
La dimensione dei cristiani è determinata anche dal fatto che sono degli ex-oppressi: a inizio film, quando Ammonio disputa con il capo pagano. Mentre Ammonio discute "filosoficamente" gli dei tradizionali, il pagano risponde irridendo il cristiano che fino a poco prima era un fuorilegge nascosto nelle catacombe. Non un prototipo di tolleranza, insomma...
giovedì 7 luglio 2016
martedì 5 luglio 2016
Forse sono una brutta persona
Nel ricordare con una preghiera i morti di Dacca - tutti, non solo gli italiani - li affido al Signore.
Appena arrivata la notizia, ho pensato più o meno a questo (il testo, non la foto). Forse sono una brutta persona.
Per rimendiare, questa sera ho ricordato nella preghiera anche tutti i lavoratori sfruttati nel settore tessile in Bangladesh.
Appena arrivata la notizia, ho pensato più o meno a questo (il testo, non la foto). Forse sono una brutta persona.
Per rimendiare, questa sera ho ricordato nella preghiera anche tutti i lavoratori sfruttati nel settore tessile in Bangladesh.
sabato 2 luglio 2016
Italia-Germania, ancora
Quattro anni fa avevo scritto questo post beneaugurante.
Oggi la situazione secondo me è questa:
Vedremo fra tre ore.
Oggi la situazione secondo me è questa:
- la Germania è la stessa del 2012: fortissima. Campione del mondo, tra l'altro, con la consapevolezza che ne deriva.
- l'Italia è complessivamente più scarsa del 2012, anche se con una difesa migliore (ovvero: la stessa, ma con 4 anni di dominio in più, un Barzagli che non è peggiorato di certo, un Bonucci che è migliorato tantissimo).
Vedremo fra tre ore.
mercoledì 29 giugno 2016
Due cose telegrafiche dopo la Brexit
La prima. Non capisco la fretta di Salvini e degli altri euroscettici. Hanno la "fortuna" di avere qualcuno che si offre da cavia per uscire dalla UE. Io direi: vediamo come va a loro per 5 anni, chi ci guadagna e chi ci perde, e poi facciamo un referendum anche noi più a ragion veduta.
La seconda. Cameron batte Renzi quanto a galateo istituzionale: prima del referendum nega le dimissioni in caso di sconfitta, sostenendo che il referendum non è su di lui - ed evitando di politicizzare la sfida. Dopo la sconfitta ne prende atto e si dimette. Esattamente quel che avrebbe dovuto fare il Presidente del Consiglio italiano sul referendum costituzionale.
La seconda. Cameron batte Renzi quanto a galateo istituzionale: prima del referendum nega le dimissioni in caso di sconfitta, sostenendo che il referendum non è su di lui - ed evitando di politicizzare la sfida. Dopo la sconfitta ne prende atto e si dimette. Esattamente quel che avrebbe dovuto fare il Presidente del Consiglio italiano sul referendum costituzionale.
martedì 21 giugno 2016
Due cose telegrafiche dopo le elezioni
...ma non sulle elezioni, perché non ho tempo.
La prima è che questa evoluzione mi ricorda quella di Berlusconi, che è partito da Alfredo Martino e Giuliano Urbani ed è arrivato a Santanché e Razzi.
La seconda è che mi disturba assai vedere i grillini indicati con il colore giallo. In tutta Europa il giallo è il colore dei liberali. I grillini di liberale non hanno nulla. Usate un arancione, un viola, un bianco come il simbolo, ma lasciate stare il giallo.
La prima è che questa evoluzione mi ricorda quella di Berlusconi, che è partito da Alfredo Martino e Giuliano Urbani ed è arrivato a Santanché e Razzi.
La seconda è che mi disturba assai vedere i grillini indicati con il colore giallo. In tutta Europa il giallo è il colore dei liberali. I grillini di liberale non hanno nulla. Usate un arancione, un viola, un bianco come il simbolo, ma lasciate stare il giallo.
venerdì 10 giugno 2016
Elogio dell'astensione
Mi sono sempre dato da fare per votare. Finora ho votato in tutte le occasioni in cui non ero impossibilitato fisicamente a farlo, referendum compresi. Ho sempre pensato che il voto sia un dovere civico, in ogni caso.
Riflettendoci un po' su, però, mi sono parzialmente ricreduto. Proprio perché il voto è un dovere civico, un diritto pagato col sangue dei partigiani e da non dare per scontato, è anche necessario esercitarlo con responsabilità. In maniera il più possibile consapevole e informata.
Se uno si rende conto di non essersi informato a sufficienza, di votare solo per sentito dire, di aver prestato orecchio solo a qualche slogan e a qualche manifesto, o a qualche santino portato da qualche conoscente, forse - in coscienza - sarebbe meglio non esercitare il diritto di voto.
Il massimo della civicità, in questo caso, sarebbe recarsi al seggio e votare scheda bianca, in modo da evidenziare che non si tratta di "lazzaronaggine" riguardo al voto.
In questo caso si tratterebbe di delegare al voto gli altri cittadini, i quali - visto che votano - si presuppongono più preparati ed informati. Sarebbe un "mi fido di voi".
Certo, nella valutazione bisogna tenere conto del fatto che, a sensazione, spesso chi vota più convinto non è sempre bene informato e consapevole fino in fondo. Si rischia quindi di lasciare la parola a persone che, semplicemente, si fanno meno scrupoli di coscienza nell'esercizio del diritto di voto.
Ciò non toglie che ci possa essere una forma "virtuosa" di astensione.
Riflettendoci un po' su, però, mi sono parzialmente ricreduto. Proprio perché il voto è un dovere civico, un diritto pagato col sangue dei partigiani e da non dare per scontato, è anche necessario esercitarlo con responsabilità. In maniera il più possibile consapevole e informata.
Se uno si rende conto di non essersi informato a sufficienza, di votare solo per sentito dire, di aver prestato orecchio solo a qualche slogan e a qualche manifesto, o a qualche santino portato da qualche conoscente, forse - in coscienza - sarebbe meglio non esercitare il diritto di voto.
Il massimo della civicità, in questo caso, sarebbe recarsi al seggio e votare scheda bianca, in modo da evidenziare che non si tratta di "lazzaronaggine" riguardo al voto.
In questo caso si tratterebbe di delegare al voto gli altri cittadini, i quali - visto che votano - si presuppongono più preparati ed informati. Sarebbe un "mi fido di voi".
Certo, nella valutazione bisogna tenere conto del fatto che, a sensazione, spesso chi vota più convinto non è sempre bene informato e consapevole fino in fondo. Si rischia quindi di lasciare la parola a persone che, semplicemente, si fanno meno scrupoli di coscienza nell'esercizio del diritto di voto.
Ciò non toglie che ci possa essere una forma "virtuosa" di astensione.
domenica 5 giugno 2016
La finale di basket
Io dico 4-1.
Ho visto gara 1, Reggio è tanta roba, a livello di giochi sembra San Antonio, ma la sua occasione l'ha persa l'anno passato. Milano è troppo più alta, lunga, pesante e prima o poi un break lo piazza. Un peccato per due giocatori come Lavrinovic e Kaukenas, che campioni!, ma i miracoli non succedono sempre. Una serie da 7 gare Milano la perde solo contro squadre "matte" come la Sassari dello scorso anno, non contro squadre già al 100% del rendimento come Reggio. Avrebbe avuto più possibilità Avellino, in questo senso.
Per me Milano vince stasera, poi una delle due a Reggio e chiude in casa. Vedremo.
Ho visto gara 1, Reggio è tanta roba, a livello di giochi sembra San Antonio, ma la sua occasione l'ha persa l'anno passato. Milano è troppo più alta, lunga, pesante e prima o poi un break lo piazza. Un peccato per due giocatori come Lavrinovic e Kaukenas, che campioni!, ma i miracoli non succedono sempre. Una serie da 7 gare Milano la perde solo contro squadre "matte" come la Sassari dello scorso anno, non contro squadre già al 100% del rendimento come Reggio. Avrebbe avuto più possibilità Avellino, in questo senso.
Per me Milano vince stasera, poi una delle due a Reggio e chiude in casa. Vedremo.
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